“Dobbiamo fare di tutto per poter realizzare le riforme che stanno a cuore al Paese”. L’intervento di Conte al Senato. Ancora in corso il dibattito per la Fiducia

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“Permettetemi di rivolgere il mio più partecipe augurio per il genetliaco della senatrice Segre: tutti possiamo convenire che ci è ancora molto preziosa la sua personale testimonianza su una delle pagine più buie del ‘900”. E’ quanto ha detto il premier Giuseppe Conte in apertura del suo intervento nell’Aula al Senato, dove è in corso il dibattito per la Fiducia al nuovo esecutivo.

“La neo presidente Ursula von der Leyen riconosce all’Italia il portafoglio più forte che c’è. La polemica politica – ha aggiunto il presidente del Consiglio parlando della nomina di Paolo Gentiloni – e le logomachie sono intense e vivaci, ma vi invito a considerare il commissario come colui che rappresenterà l’Italia intera. Lo farà per cinque anni, sarà un importante presidio non per la maggioranza di turno”.

In ossequio all’esigenza di un “linguaggio più rispettoso”, a cui già ieri alla Camera aveva accennato il premier, “dichiaro il mio personale appoggio per l’iniziativa che ha annunciato la senatrice Segre” per la costituzione di un Osservatorio sull”hate speech’, linguaggio “che sta pervadendo la società e nei social media”.

“Dobbiamo fare di tutto per poter realizzare le riforme che stanno a cuore al Paese – ha detto ancora Conte -, in una prospettiva di nuova legislatura. Confido che anche le forze di opposizione diano il loro contributo perché quello che costruiremo in questa legislatura andrà a beneficio di tutti gli italiani”. A partire dalla “revisione del patto di stabilità e crescita”.

“Rivedere il patto di stabilità e crescita – ha aggiunto il presidente del Consiglio -, assecondando la crescita economica e lo sviluppo sostenibile dell’Italia e dell’economia intera. Maggiori investimenti delle periferie dell’Europa. Approfittare perché degli investimenti approfitti il nostro Sud. E chiedere che l’Europa investa più cospicuamente nel continente africano perché è impensabile che l’Europa investa in maniera molto meno consistente della Cina in Africa”.

“Se quello di assumere ‘pieni poteri – ha poi aggiunto Conte, più volte interrotto dalle proteste provenienti dai banchi della Lega – era lo schema, è comprensibile che chiunque l’abbia ostacolato, tutti coloro che lo hanno fatto pur nel rispetto della Costituzione e per senso di responsabilità, siano diventati nemici. Gli amici di ieri, gli interpreti del cambiamento non diventano avversari ma nemici”.

“Assegnare ad altri le proprie colpe – ha aggiunto – è il percorso più lineare per essere deresponsabilizzati a vita, un modo certo, non il migliore, per salvare la propria leadership. Errare è umano, ma dare agli altri le proprie colpe è il modo migliore per conservare la leadership del proprio partito. Poi con calma nelle prossime settimane spiegherete al Paese cosa ci sia di dignitoso in tutti i repentini voltafaccia che ci sono stati in poche settimane”.

“Sono contento – ha detto ancora il premier – che mi sia stato riconosciuto che questo programma rimarca molto l’importanza di investire nella scuola e nella ricerca: il nostro obiettivo non è tanto investire di più ma meglio. I docenti hanno di che lamentarsi se compariamo la loro situazione rispetto all’estero. C’è molto da fare in termini di coordinamento e raccordo sulla ricerca, nel reclutamento dei ricercatori. Ci sono migliori pratiche acclarate al livello internazionale che ci consentono un percorso di migliorare tutto il comparto. Penso a un’agenzia nazionale per rendere più competitivo il nostro sistema”.

“Quando ragioniamo di un taglio del cuneo fiscale – ha detto il presidente del Consiglio – a totale vantaggio dei lavoratori è perché non vogliamo prendere in giro gli italiani e siamo consapevoli che le risorse in manovra, puntando noi a bloccare l’aumento dell’Iva, scarseggeranno, ma in prospettiva ci auguriamo di avere maggiori risorse anche a favore delle imprese”.

“La riforma fiscale – ha aggiunto – la vogliamo impostare con riguardo a un incentivo per le imprese, non vogliamo che siano dissuase alla crescita sulla base di una tassazione più penalizzante. Vogliamo semplificare e rendere il fisco amico. Vogliamo alleggerire nel complesso la pressione fiscale”.

Parlando di immigrazione, Conte ha aggiunto che il fenomeno “va gestito a livello europeo e va modificato il regolamento di Dublino” e riferendosi ai decreti sicurezza ha ribadito: “Questo governo è stato chiaro: raccoglierà le osservazioni del Presidente della Repubblica”.

“Permettetemi una battuta finale – ha concluso Conte -. Ho cercato più volte, già in passato, di rappresentare che chi ha una minima educazione giuridica sa bene che ogni norma e disposizione legislativa, per quanto perspicua dal punto di vista linguistico, sarà interpretata in senso costituzionalmente orientato. Perché il nostro sistema giuridico ha un’impalcatura che sono i principi costituzionali, i trattati internazionali ed è patrimonio comune che ogni norma o ordinanza sia interpretata in modo costituzionalmente conforme”.