Il Punto di Mauro Masi. La Rai no, non è la BBC ed è meglio così

Alcuni lettori di questa Rubrica (e anche giornalisti di autorevoli testate nazionali) mi chiedono di esprimere una opinione sulle polemiche che in questi giorni investono la RAI. Sono stato per circa due anni e mezzo Direttore Generale dell’azienda di Viale Mazzini e una, credo, elementare questione di stile mi spinge ad evitare qualsivoglia commento. Una cosa però la voglio dire: trovo inaccettabile e frutto di un ridicolo provincialismo continuare a paragonare, in negativo, la RAI alla BBC inglese considerando quest’ultima il “modello” per le televisioni pubbliche. Si tratta semplicemente di non conoscere i fatti.

La BBC è nel pieno del suo periodo peggiore da sempre; travolta da più scandali in particolare da quello che ruota intorno alla figura di Jimmy Savile la star assoluta dei programmi della BBC per oltre 20 anni accusato di pedofilia per oltre 300 casi, molti consumati -secondo l’accusa- nel contesto dei programmi e, forse, negli stessi edifici della BBC. Due direttori generali dell’emittente (prima dell’attuale, il Barone Tony Hall di Birkenhead)  si sono dovuti dimettere: Mark Thompson e George Entwistle (quest’ultimo è stato in carica per soli 15 gg). L’accusa è quella di aver “coperto” tutte le notizie che riguardavano il caso Savile in particolare le connessioni con l’azienda televisiva pubblica. Per di più, mentre difendeva Savile anche da morto, l’informazione della BBC dava del pedofilo ad un signore di 70anni esponente del partito conservatore basandosi su argomentazioni risultate del tutto false. I sondaggi più recenti dimostrano che la fiducia degli inglesi nella BBC (chiamata confidenzialmente dai sudditi della Regina, Auntie Beep, la zietta) è al minimo storico.

L’allora presidente del BBC Trust (l’organismo che gestisce e controlla la televisione pubblica inglese) Lord Chris Patten Barone di Barnes  è stato più volte chiamato a rispondere di questa situazione non proprio felice di fronte alla competente commissione del Parlamento inglese. Nel corso di una di queste audizioni  Patten ha, tra l’altro, affermato  che la BBC non fa programmi spazzatura “come ad esempio fanno la televisione tedesca  e quella italiana”. Poi si è in parte corretto dicendo “forse non quella tedesca, ma senz’altro quella italiana”. Affermazione,  questa si, oggettivamente priva di stile e, per di più,  falsa. I numeri e le serie storiche dimostrano che la RAI fa medie di ascolti ed ha una ricchezza e varietà di programmi (certo qualcuno anche discutibile, come dappertutto al mondo, nessun Paese escluso) che la BBC si sogna da sempre.

Insomma, come diceva un motivetto di qualche anno fa, la Rai “no, non è la BBC” ed è meglio così.