Il rating italiano non è stato manipolato. Tutti assolti nel processo di Trani a Standard & Poor’s

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Assolti gli analisti e manager della società di rating Standard & Poor’s che erano accusati di manipolazione del mercato. I cinque erano finiti sotto processo a Trani dove la Procura aveva chiesto la condanna a due anni per Deven Sharma, all’epoca dei fatti presidente mondiale di S&P e di tre anni per Yann Le Pallec, responsabile per l’Europa. Sempre tre anni erano stati richiesti per gli analisti del debito sovrano Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer. Per Standard & Poor’s era stata richiesta la condanna alla sanzione di 4,6 milioni. Assoluzione anche per David Michael Willmoth Riley, all’epoca dei fatti capo rating sovrano della sede londinese dell’agenzia di rating Fitch, accusato anch’egli di manipolazione del mercato. Per lui erano stati chiesti nove mesi di reclusione. Nel processo erano parti civili Federconsumatori, Acu, Adusbef e alcune decine di consumatori.

Gli imputati erano accusati di aver fornito ai mercati finanziari, nel periodo tra maggio 2011 e gennaio 2012, quattro report con informazioni distorte sull’affidabilità creditizia italiana e sulle attività intraprese dal governo italiano per avviare il risanamento. Una pratica, secondo l’accusa, per disincentivare l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano.

Immediata è arrivata una nota dalla società di rating per commentare la sentenza:  “La decisione di oggi conferma in modo inequivocabile come in tutti questi anni la società sia stata oggetto di illazioni fantasiose. Finalmente è stata resa giustizia alla società e a ognuna delle persone che quotidianamente lavorano con onestà e competenza professionale. Abbiamo sempre riposto tutta la nostra fiducia nella correttezza delle nostre azioni e nella capacità dei giudici che hanno dissolto ogni dubbio sull’integrità e sulla qualità del nostro lavoro”.