Le Lettere

Il teatro di Trump

Sulla Groenlandia Trump si è impaurito della reazione europea e ha fatto marcia indietro, dicendo che farà un accordo con la Nato. Ha fatto bene l’Europa a difendere la sua sovranità.
Marisa Bellasio
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Gentile lettrice, mi spiace gettare acqua fredda sul suo ottimismo, ma siamo solo a un’altra mossa del teatro trumpiano. Che The Donald si sia impaurito, è esagerato. Diciamo che lo preoccupa il netto calo delle Borse dopo l’annuncio di nuovi dazi contro otto Paesi europei. Un calo prolungato di Wall Street significherebbe un salasso di voti alle prossime elezioni di midterm. Perciò a Davos Trump ha ritirato i nuovi dazi e ha annunciato un imprecisato “accordo quadro” con la Nato sulla Groenlandia. Nel linguaggio trumpiano questo significa nessun accordo, solo un espediente a cui Rutte tiene bordone (Rutte tempo fa, con un messaggio “riservato” a Trump, segnò nuove vette nell’arte del leccapiedismo, ricorda?). Ma soprattutto, cosa c’entra la Nato? È forse depositaria della sovranità danese ed europea? Da alleanza militare si è trasformata in sovrastruttura politica? La trovata di Trump è una ulteriore prova che la sovranità europea non esiste e l’Europa continua a essere vittima di un “racket di protezione statunitense chiamato Nato”, come scrive Laura Ruggeri, acuta analista di geopolitica. E aggiunge: “L’Ue è di fronte alla scelta tra essere un vassallo infelice o uno schiavo miserabile… È una prospettiva cupa, ma la sovranità europea di fatto non esiste. E neppure la sua autonomia strategica, altrimenti non avrebbe alienato la Russia e non si sarebbe sporcata le mani in Ucraina”. Più chiaro di così…

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