In corteo al Roma Pride 2016, tra Laura Pausini e Asia Argento ma senza sindaco. E poi la richiesta a Renzi: dia il buon esempio, sposi lui la prima coppia gay

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Chi non si accontenta, lotta. La scelta dello slogan lascia ben capire quanto si sia rimasti profondamente insoddisfatti dopo la famosa legge sulle Unioni civili. Ma ciò che ha reso la parata Lgbti per il Roma Pride importante è stata la richiesta diretta a Matteo Renzi affinchè sia lui a sposare la prima coppia gay. Per dare il “buon esempio”.

“Un fatto simbolico – hanno detto – ma anche la rivendicazione di una legge che riguarda tutti gli italiani e non solo le coppie gay. Tutto si può ancora migliorare, soprattutto i diritti dei figli e le adozioni, ma intanto oggi sfiliamo con un diritto in più, la legge approvata sulle unioni civili. Sul nostro carro anche l’invito al prossimo Sindaco di Roma a sposarci. Il Campidoglio può essere piazza di festa e di diritti”.

L’edizione 2016 ha come madrina Asia Argento, da sempre ritenuto un simbolo artistico del mondo omosex, e lei, un in messaggio inviato agli organizzatori, è stata chiara: “Per me non esiste la parola diversità. Siamo tutti gay. Anche io sono gay. La legge appena approvata sui diritti civili non è nulla ed è piena di cavilli. È un piccolo passo. Il mondo Lgtbi merita di più. A me i contentini non sono mai piaciuti. Bisogna pretendere e ottenere molto di più”. Insomma in linea con il filo conduttore dell’evento. E poi, dalla manifestazione a cui partecipa dal bus di testa, ballando con alcune drag quenne, l’attrice ha aggiunto: “Per me questa parata ha il significato spirituale della lotta per la libertà di amare. Non è una cosa politica, né religiosa: è un diritto della natura che esiste da sempre, la libertà di amarsi, uomini con donne, uomini con uomini, donne con donne. Non è una questione di classe sociale, questa – ha aggiunto – è l’unica lotta che voglio insegnare ai miei figli, per questo oggi sono qua, la lotta per amare. La musica e le danze sono espressione di gioia”.

Scelta anche la colonna sonora del corteo, la canzone “Simili” di Laura Pausini, mentre i venti carri allegorici sfileranno lungo via Cavour e poi sui Fori Imperiali per approdare in piazza Madonna del Loreto non lontano da piazza Venezia. Saranno presenti la filosofa (uscita dal Pd proprio perché contraria a come si è giunti alla legge sulle Unioni civili) Michela Marzano e il vicepresidente della Regione, Massimiliano Smeriglio.