In Italia è allarme povertà: quasi uno su cinque è a rischio

In Italia il 18,6% della popolazione è a rischio povertà, un tasso ben al di sopra di quello medio europeo.

In Italia è allarme povertà: quasi uno su cinque è a rischio

Quasi un italiano su cinque è a rischio povertà. Un tasso altissimo, più elevato di quello medio europeo e che pone il nostro Paese tra i peggiori dell’Unione. L’unica, piccola, consolazione è che nel 2025 questa quota non è cresciuta. Ma nemmeno scesa, restando stabile e mostrando come il governo non stia riuscendo a combattere la povertà. L’ultima certificazione sulla fragilità delle famiglie italiane arriva dai dati Eurostat basati sui redditi del 2025.

Le statistiche dell’istituto europeo mostrano che nel 2026 la percentuale delle persone a rischio povertà in Italia è stabile al 18,6%. In Ue, invece, si stima per quest’anno una media del 16,4% delle persone a rischio. In questo caso, però, va segnalato che la percentuale è leggermente in crescita rispetto a quella basata sui redditi del 2024, quando era il 16,3% e quindi un decimo di punto in meno.

Il rischio povertà in Italia e in Ue: le stime Eurostat

Da queste percentuali, quel che emerge è che ben 72,4 milioni di persone in Ue erano a rischio povertà nel 2025, basandosi sui dati dei redditi del 2024. Quelle di Eurostat sul 2026 sono invece stime preliminari che provano ad anticipare l’andamento del tasso di rischio di povertà per i prossimi mesi. La stabilità del dato italiano non è di certo una buona notizia, considerando che siamo in coda, dietro alla Croazia e prima della Romania. Peggio di noi fanno soltanto Paesi come Bulgaria, Lituania, Lettonia, Estonia e Grecia.

A riepilogare la situazione è l’Unione nazionale consumatori, che ricorda come facciano meglio di noi tutti i principali Paesi europei: in Francia il rischio di povertà è del 16,3%, in Germania del 16,1% e persino il Portogallo è sotto la media Ue con il 15,4%. L’Italia, quindi, “è tra le peggiori in Europa rispetto al rischio povertà”, come sottolinea il presidente dell’associazione a difesa dei consumatori, Massimiliano Dona. Il dato porta l’Italia “all’ottavo posto tra i 27 Paesi monitorati e al sesto posto in quanto a percentuale”.

Tra i grandi Paesi, soltanto la Spagna “sta peggio di noi, con il 19,5%, un dato però in calo rispetto allo scorso anno, a differenza dell’Italia che non registra alcun miglioramento”. Insomma, conclude Dona, “la lotta alla povertà avrebbe dovuto essere la proprietà di questo governo, che invece ha preferito abbassare l’Irpef a chi dichiara fino a 200mila euro, come se il problema di chi non ce la fa ad arrivare a fine mese fosse già stato risolto”. Ed è, ricordiamo, lo stesso governo che ha abolito il Reddito di cittadinanza. Così il risultato non può che essere uno solo, ovvero un tasso di popolazione a rischio povertà altissimo e ben al di sopra della media europea.