In Molise la festa non finisce mai. Nuovi aumenti ai consiglieri

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di Carmine Gazzanni

Giusto in tempo per le vacanze. I capigruppo del consiglio regionale molisano hanno infatti visto la propria busta paga gonfiarsi di ben mille euro subito prima della pausa estiva. A renderlo noto e a denunciarlo il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Antonio Federico: “È ufficiale: a valle del cosiddetto taglio dei costi della politica il mio stipendio da consigliere è aumentato di quasi 1000 euro, me ne vergogno a raccontarlo. Fortuna che abbiamo deciso di rinunciare a gran parte del nostro emolumento percependo solo 2500 euro”. Se infatti a luglio Federico si è visto recapitare una busta paga di 6.800 euro netti, da questo mese in poi la cifra sarà di 7.700 euro.
Tutta conseguenza della legge regionale di adeguamento al decreto legge 174 del 2012 sui tagli ai costi della politica. Il provvedimento ha fissato un tetto al trattamento economico: 11.100 euro lordi per i consiglieri e i 13.800 per i presidenti. Un adeguamento che, nei fatti, in Molise c’è stato. Ma, come dice Federico, “ci saremmo aspettati un recepimento autentico commisurato al territorio e alla popolazione della regione. Invece c’è stato un adeguamento formale”.
Insomma, in Molise i consiglieri continueranno a godere di un lauto stipendio che, anzi, si ritrova ad essere ancora più alto rispetto a prima. Almeno per alcuni. “La differenza di quasi mille euro è dovuta al fatto che, rispetto a prima, è stata prevista l’indennità di funzione, oltre a quella di carica, anche per i capigruppo”. Un vero e proprio paradosso se si pensa che questa legge era stata pensata e finalizzata proprio al contenimento dei costi della politica.
Una legge tutta molisana
Non è questo l’unico punto interrogativo che sorge su quanto deciso a Palazzo Moffa. A lasciare interdetti è anche la mancata abrogazione dell’articolo 7 della legge regionale del 2002 che istituisce un “fondo per le attività istituzionali”. Una legge, come dice Federico, “presente solo in Molise”. Si tratta, in pratica, del rimborso che viene dato al singolo consigliere regionale per i portaborse: circa 2.500 euro al mese, esentasse e per giunta senza obbligo di rendicontazione. Uno dei 17 emendamenti presentati dal M5S, peraltro tutti bocciati dal consiglio, prevedeva proprio l’abolizione di quell’articolo. “Questo strumento non viene affatto utilizzato per i collaboratori ma viene candidamente intascato perché lo stipendio ai collaboratori viene pagato tramite il finanziamento previsto dall’art.8 della legge che regolamenta il funzionamento dei gruppi consiliari”. Un rimborso, dunque, che nei fatti non ha senso, e proprio per questo motivo ne era stata chiesta l’abrogazione. Ma niente da fare: il governatore esponente del centrosinistra, ma ex Forza Italia Paolo Di Laura Frattura ha deciso di rinviare tutto ad un’ulteriore indagine. Nonostante nel dl 174 si preveda chiaramente per i consiglieri “la gratuità della partecipazione alle commissioni permanenti e speciali, con l’esclusione anche di diarie, indennità di presenza e rimborsi di spese comunque denominati”.

Tutto come prima, anzi meglio
Nonostante Frattura ribadisca che i costi sono stati ridimensionati, alcuni privilegi rimangono inalterati. Come, ad esempio, il rimborso forfettario per l’esercizio del mandato. Secondo quanto stabilito dall’ufficio di presidenza il tetto di questo rimborso è stato fissato a 4.500 euro. Certo, al di sotto del massimo previsto dalla legge nazionale, 5.500 euro, ma decisamente alto se confrontato con quello di altre regioni. La Regione Lazio, solo per dine una, ha fissato tale rimborso a soli 3.500 euro, mille in meno rispetto al piccolo, ma redditizio, Molise.

L’ex governatore graziato
Anche Michele Iorio, ex presidente regionale del Pdl e sfidante di Frattura alle ultime consultazioni, può esultare. Nonostante la sospensione dal consiglio, dopo l’avvenuta condanna per abuso d’ufficio, continuerà a godere di una discreta indennità. Il M5S aveva proposto di riconoscergli “un assegno pari all’1% della indennità di carica per la durata della sospensione”; anche in forza del vitalizio di cui l’ex governatore già gode. Niente da fare: emendamento bocciato e assegno fissato al 50%. Anche Iorio può fare un plauso all’ex compagno di partito.

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