In Siria si abbattono i primi raid russi. Ieri morti sette civili che si aggiungono ai 26 di due giorni fa. E ora Mosca avverte: le operazioni dureranno quattro mesi

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A dirlo è stato Alexei Pushkov, presidente della Commissione Esteri della Duma, la camera bassa del Parlamento russo: i raid in Siria dei caccia russi, cominciati tre giorni fa tra le polemiche, dureranno tra i tre e i quattro mesi. “C’è sempre il rischio di rimanere impantanati, ma a Mosca stanno parlando di tre/quattro mesi di operazioni”, ha detto intervistato dall’emittente francese Europe 1.

Oggi i caccia-bombardieri russi hanno colpito però alcune postazioni accertate dello Stato Islamico-Is. Il raid è avvenuto a Qaryatain, 130 chilometri a nord-est di Damasco, dove lo scorso 21 agosto l’Is distrusse l’antico monastero di Mar Elian del V secolo, dedicato a Sant’Elian. Qaryatain sorge su uno snodo stradale strategico, la strada che porta da Palmira alle montagne di Qalamun. Lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Nella zona si trovano anche tra i più importanti giacimenti di gas del Paese.

Ieri, intanto, almeno sette civili, tra i quali due bambini, sono morti negli attacchi russi sulla provincia d’Idlib, nel nord-est della Siria, più precisamente nell’area di Jabal al-Zawiya, sotto il controllo di al-Qaeda e di altri gruppi ribelli islamisti. I primi attacchi di Mosca, l’altro ieri, secondo l’Osservatorio con base a Londra, avevano già fatto 28 morti, mentre l’opposizione siriana al presidente Bashar al-Assad ha denunciato l’uccisione di 36 civili.