Inchiesta Diciotti, il fascicolo su Salvini trasmesso al Tribunale dei ministri. Cinque i reati contestati, ma le accuse potrebbero essere ridimensionate

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L’indagine su Matteo Salvini finisce al tribunale dei ministri. Il fascicolo è stato trasferito oggi in attesa che le accuse nei confronti del ministro per il blocco in porto a Catania della nave Diciotti vengono valutate. Sono cinque le ipotesi di reato contestate a Salvini: sequestro di persona, sequestro di persona a scopo di coazione, arresto illegale, abuso d’ufficio e omissione d’atti d’ufficio.

Le carte sono ora in mano al procuratore di Palermo Lo Voi che ha quindici giorni per valutare tutto l’incartamento e decidere se confermare o ridimensionare l’impianto accusatorio. Lo Voi dovrà giare il fascicolo alla sezione del distretto di Palermo del Tribunale dei ministri, composto da tre magistrati scelti per sorteggio ogni due anni e attualmente in carica.

Salvini, da par suo, ha già fatto sapere di essere intenzionato a farsi ascoltare dai magistrati. Il fascicolo d’inchiesta trasmesso alla procura di Palermo è accompagnato da una memoria che sintetizza le contestazioni ipotizzate nei confronti di Salvini e del suo capo di gabinetto Matteo Piantedosi.

Nel dettaglio a Salvini viene contestato l’aver tenuto in ostaggio 177 persone per “costringere” l’Unione Europea alla redistribuzione dei migranti contro la conversione di Dublino. C’è poi il sequestro di persona, l’arresto illegale dovuto al trattenimento illegittimo sulla nave, l’omissione d’atti d’ufficio, non avendo indicato il porto di sbarco, l’abuso d’ufficio per aver violato disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e altre norme internazionali. Al ministro dell’Interno viene contestata dalla procura di Agrigento anche la violazione del Regolamento di Dublino del 2013, che stabilisce i criteri per le richieste di “protezione internazionale”.

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