Inchiesta sui fiscalisti della Lega. Dal Carroccio soldi a Di Rubba & Co. L’ultima informativa della Finanza inguaia Via Bellerio. Spuntano operazioni sospette per migliaia di euro

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Dopo il rinvio a giudizio dei fiscalisti del Carroccio e con il processo sull’acquisto dell’immobile di Cormano ormai dietro l’angolo, la Procura di Milano scopre le proprie carte. In vista della prima udienza, infatti, sono stati depositati gli atti dell’inchiesta che gettano nuove ombre sulla vicenda che ha travolto i commercialisti della Lega, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, accusati di peculato e turbativa d’asta.

Dal voluminoso carteggio, infatti, spuntano pure alcune segnalazioni di operazioni sospette, finite al centro di alcune complesse informative della Guardia di Finanza nelle quali viene messo in evidenza che l’imprenditore Francesco Barachetti avrebbe ricevuto, tra giugno e fine ottobre scorso, bonifici per circa 102mila euro dalla Lega per Salvini premier, oltre che quasi 170mila euro tra gennaio e luglio da Pontida Fin.

Sempre stando a quanto riportano le fiamme gialle sempre “dalla Lega” sarebbero arrivati “nuovi bonifici” a favore della società Mdr Stp srl riferibile ai due revisori contabili del partito fino al 9 settembre scorso, ossia un giorno prima del loro arresto, con operazioni che configurano “un conflitto di interessi a carico di Giulio Centemero”, anche deputato del Carroccio, “delegato del conto corrente di addebito dei bonifici” in qualità di socio dello studio professionale Mdr. Dettagli su cui la Procura milanese, guidata da Francesco Greco, sta indagando da giorni al fine di far luce sull’intreccio dei flussi finanziari tra il partito e le imprese legate a Di Rubba e Manzoni.

LE PAROLE DI SCILLIERI. Giro di denaro che è stato segnalato anche dal commercialista Michele Scillieri, il quale ha già patteggiato la pena a 3 anni e 4 mesi, in alcuni verbali fiume sostenuti davanti ai pubblici ministeri. In uno di questi il professionista ha spiegato di non aver “nulla di verde”, ossia di non aver simpatie per il Carroccio, e di aver avuto l’incarico come consulente per la vicenda della Lombardia film commission solo per il suo curriculum.

A suo dire, come si legge nelle carte, “Di Rubba poteva disporre direttamente dei conti di Pontida Fin, ma non poteva non coinvolgere Centemero movimentando i conti della Lega”. A riprova di ciò, Scillieri ha raccontato ai magistrati anche che, quando nell’ottobre 2017 ha venduto alla moglie di Manzoni la sua macchina usata, “formalmente il contratto è intercorso” tra lui “e Non Solo Auto srl società di Di Rubba” ma “i soldi non li ho mai ricevuti da Nsa, li ho ricevuti da Pontida Fin srl.

Quindi Manzoni ha pagato l’autovettura della moglie con i soldi di Pontida Fin”. Ma c’è di più. Come affermato dallo stesso Scillieri in diversi interrogatori Di Rubba e Manzoni “avevano le chiavi del partito” che avrebbero “utilizzato (…) come un bancomat”.

SERI INDIZI. Cuore dell’inchiesta, la quale si muove in parallelo a quella genovese sui fondi della Lega spariti nel nulla e in cui ritornano i nomi dei 3 commercialisti, è la presunta compravendita gonfiata di un palazzo da parte della Lombardia film commission. Nel 2017 la struttura è stata ceduta per 400 mila euro all’Immobiliare Andromeda srl che a sua volta, dopo nemmeno un anno, l’ha rivenduta per 800mila euro alla fondazione che si occupa della promozione e dello sviluppo di progetti cinematografici in Lombardia. Un acquisto che, secondo quanto sospettano i pm, sarebbe avvenuto sulla base di un bando cucito su misura della struttura di Cormano.