Inchiesta Toti, nuovo rinvio per il filone del voto di scambio e delle infiltrazioni mafiose. Gli imputati mirano alla prescrizione

Al centro di questo filone, i gemelli siciliani Testa, che per la procura avrebbero pilotato oltre 400 voti della comunità resina in cambio di posti di lavoro

Inchiesta Toti, nuovo rinvio per il filone del voto di scambio e delle infiltrazioni mafiose. Gli imputati mirano alla prescrizione

Ancora un rinvio a Genova per l’udienza preliminare della costola della maxi inchiesta sulla corruzione che nel maggio 2024 ha portato all’arresto fra gli altri e poi alle dimissioni dell’allora presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, e al suo patteggiamento.

Questo secondo filone vede imputate 18 persone accusate di presunto voto di scambio alle Regionali del 2020: pacchetti di voti dalla comunità riesina (Caltanissetta) che sarebbero stati pilotati verso alcuni candidati della lista Toti. L’imputato principale è l’allora capo di gabinetto di Toti, Matteo Cozzani. La procura gli contesta anche l’aggravante mafiosa, come fa anche con i gemelli Arturo Angelo e Italo Maurizio Testa e con l’ex sindacalista della Cgil Venanzio Maurici, considerato referente della comunità siciliana, l’ex consigliere regionale Stefano Anzalone, l’ex consigliere comunale Umberto Lo Grasso e il segretario generale del porto di Genova, Paolo Piacenza.

I gemelli fascisti

I gemelli Testa erano noti anche in Lombardia, perché collaboratori dell’attuale coordinatore lombardo di Forza Italia, il bergamasco Alessandro Sorte (mai indagato, in passato assai vicino a Toti, tanto che era uscito da Forza Italia per seguirlo nel suo nuovo partito) e per il suo sodale politico, un altro bergamasco, Stefano Benigni, già segretario di Forza Italia Giovani.

Uno dei due Testa, Arturo, fino all’esplosione dell’inchiesta, s’aggirava per il Pirellone in veste di collaboratore del consigliere regionale di Fi e presidente della Commissione Territorio, Jonathan Lobati.

L’altro, Italo Maurizio, era invece il coordinatore di Fi della circoscrizione provinciale di Dalmine. Italo vantava anche un passato da assessore a Boltiere (Bergamo), carica che aveva dovuto lasciare per una foto scattata a Predappio, dove salutò romanamente, davanti al busto di Mussolini.

Controllavano 400 voti dei resini

Secondo gli inquirenti i gemelli a Genova avevano portato in dote alla lista “Cambiamo con Toti Presidente” almeno 400 preferenze alle elezioni regionali del 2020. Tutti voti pronti a essere scambiati con posti di lavoro. Dalle carte emerge tutta la storia: quando nel 2020 si stavano preparando le liste elettorali, Sorte (non indagato) indica a Cozzani, Arturo Angelo Testa come uomo “capace di portare i voti della comunità riesina a Genova”.

“Loro – spiega Sorte al telefono – mi dicono: ‘Senti, noi 4/500 voti li potremmo anche mettere insieme’”. Sorte vorrebbe anche candidare lo stesso Arturo Testa (dice a Cozzani: “Ho una persona che conosco da vent’anni, tra l’altro ha collaborato anche con me, e in questo momento addirittura lavora in Regione Lombardia no, fa l’assistente”), ma la candidatura salterà, perché i Testa temono possa uscire la famosa foto col saluto romano. Ma poco importa, tanto, dice lo stesso Testa, “si esce dalla porta e si entra dalla finestra”.