Dopo mesi di relativa calma, la Commissione europea torna a puntare i propri riflettore su X (l’ex Twitter), la piattaforma social acquistata dal magnate Elon Musk, aprendo una nuova indagine formale nell’ambito del Digital Services Act (Dsa). Stando a quanto trapela, il procedimento appena annunciato estende quello già avviato nel 2023 e punta a verificare se l’azienda abbia correttamente valutato e mitigato i rischi legati all’integrazione di Grok, il sistema di intelligenza artificiale utilizzato anche nei meccanismi di raccomandazione dei contenuti e che permette anche la generazione di immagini che, fino a qualche tempo fa, ha permesso la creazione dei temibili deepfake.
Al centro dell’istruttoria, com’è facilmente intuibile, c’è la diffusione di contenuti illegali sulla piattaforma. In particolare l’Ue vuole fare luce proprio sulle immagini deepfake sessualmente esplicite generate con l’IA, comprese quelle che avrebbero come soggetti dei minori, che negli ultimi mesi hanno causato un aspro dibattito. Un tema, quello delle immagini sessualmente esplicite e non consenzienit, che Bruxelles, da sempre attenta all’odioso fenomeno, considera “un problema prioritario”, la cui risoluzione non è più procrastinabile. “I deepfake sessuali non consensuali di donne e bambini sono una forma violenta e inaccettabile di degradazione”, ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen.
La stessa ha poi sottolineato che l’indagine servirà a stabilire se X abbia rispettato i propri obblighi giuridici o abbia trattato i diritti dei cittadini europei come danni collaterali del servizio.
Indagine Ue contro X di Elon Musk: sotto esame Grok e i rischi derivanti dalle immagini deepfake sul social network
Stando a quanto trapela, la Commissione dell’Unione europea guidata da Ursula von der Leyen intede prima di tutto capire se la piattaforma di Elon Musk abbia adempiuto agli obblighi di valutazione e mitigazione dei rischi sistemici previsti dal Dsa, inclusi quelli legati alla violenza di genere. Successivamente l’indagine presterà particolare attenzione alle gravi conseguenze sul benessere psicofisico degli utilizzatori di Grok e di chi ne subisce le conseguenze.
Ulteriore focus sarà posto sulla valutazione delle eventuali misure di contenimento apportate da X a Grok in base ai rilievi mossi dall’Ue già tre anni fa. Ma non è tutto. Bruxelles esaminerà anche se l’ex Twitter abbia “effettuato e trasmesso una valutazione ad hoc dei rischi prima del dispiegamento di funzionalità con un impatto critico sul profilo di rischio del servizio”.
Quel che è certo è che questo passo inasprisce i già pessimi rapporti tra X, Usa e Ue. Del resto se le carenze fossero confermate, costituirebbero violazioni del Digital Services Act e inevitabilmente aprirebbero le porte a pesanti sanzioni. Proprio per questo saranno decisivi i prossimi mesi in cui la Commissione Ue potrà raccogliere ulteriori prove, imporre misure provvisorie, adottare una decisione di non conformità o accettare eventuali impegni correttivi presentati da X.