I dati dell’Iss confermano che l’epidemia sta rallentando. Brusaferro: “Con vaccini e misure andremo verso scenari migliori”

Iss Brusaferro
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“C’è un rallentamento della crescita della curva epidemica in Italia e oggi vediamo i primi segnali di stabilizzazione”. È quanto ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro nel corso della conferenza stampa settimanale dedicata all’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia.

In serata il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base delle indicazioni della Cabina di Regia, ha annunciato che firmerà le nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì 29 marzo. Passano in zona rossa Calabria, Toscana e Val d’Aosta. Il Lazio, invece, passa in area arancione da martedì 30 marzo.

Il monitoraggio settimanale (qui il report)

“L’etè media di chi contrae l’infezione – ha spiegato il numero uno dell’Iss – è tra 40 e 50 anni, un dato costante, ma si comincia a vedere un decremento nei casi, anche tra gli operatori sanitari per i quali rappresenta un evento positivo dovuto alla vaccinazione”. L’Iss conferma che c’è una riduzione della trasmissibilità con un indice Rt, che è sceso a 1,08, “ma che comunque rimane sopra 1 e ciò significa che comunque il virus tende ad espandersi. Bisogna dunque mantenere le misure”.

“Abbiamo dimostrato – ha sottolineato ancora Brusaferro – che adottando tempestivamente delle misure si possono modellare le curve. Accanto a questo sforzo oggi abbiamo uno strumento in più, la vaccinazione. Chiaramente la buona stagione favorisce la possibilità di stare all’aria aperta, e questo va molto meglio”.

“Il combinato di questi fattori – ha aggiunto il presidente dell’Iss – ci fa sperare che questa circolazione possa essere ridotta, e che man mano che si riporta a livelli più controllabili possiamo adottare misure di rilassamento per recuperare maggiori spazi di libertà. Attraverso gli sforzi di queste settimane, con il rispetto rigoroso delle misure, potremo andare verso scenari migliori”.

“Tredici Regioni e province autonome – ha spiegato Brusaferro – hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, una Regione (Valle d’Aosta) ha un Rt compatibile con uno scenario di tipo 4, un’altra (Calabria) compatibile con uno scenario di tipo 3. Otto Regioni hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo 2”.

Resta l’allerta sul numero di persone ricoverate in terapia intensiva “ancora in aumento con un tasso di occupazione a livello nazionale sopra la soglia critica”. Stesso trend di crescita anche nei reparti ordinari. “I dati di incidenza, trasmissibilità ed il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri – ha sottolineato Brusaferro – richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali accompagnati da puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione”.

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