Juve-Lazio, la Coppa che scotta. Capitolo finale per il primo titolo della stagione. Tra desiderio di triplete e rivelazioni, l’esito non è scontato

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Se c’è una certezza sulla partita di stasera è che, si scusi il gioco di parole, non c’è certezza. Perché quella che potrebbe sembrare una finale dall’esito scontato con la Juventus pronta a mettere in bacheca il primo trofeo del tanto sognato triplete, dall’altra non può essere sottovalutata una Lazio che, merito di mister Simone Inzaghi, è a giusta ragione considerata insieme all’Atalanta la vera rivelazione del campionato di quest’anno. Una squadra quadrata con una difesa che concede molto poco anche grazie al ritrovato Stefan de Vrij, un centrocampo di livello europeo (Lucas Biglia, specie quando è in giornata, è a dir poco mostruoso) e un attacco i cui protagonisti – Ciro Immobile, Keita e Milinkovic-Savic – già sono nomi caldi del mercato estivo che ancora, peraltro, deve entrare nel vivo. Insomma, la partita è tutta da giocare e tutta da vivere, con le due squadre che non a caso si sono “risparmiate” negli scontri di campionato di domenica, tanto che entrambe hanno collezionato due sconfitte (la Lazio con la Fiorentina e la Juve, più amara, con la Roma, seconda in classifica). Certo, poco o nulla cambia ai fini della classifica: alla Juve basta sempre un punto per regalare ai propri tifosi il sesto scudetto di fila e un altro record assoluto da appuntare sul petto; mentre la Lazio ha già cristallizzato un più che meritato accesso diretto alle competizioni europee. E a maggior ragione, allora, ecco giustificato il turn-over: scelta inevitabile quando si teme la rivale e si vuole vincere il trofeo.

Tensione alle stelle – E poi ci sono gli scontri a distanza. Quei duelli che tanto piacciono a commentatori e giornalisti. La sfida dei bomber di razza (Ciro Immobile contro Gonzalo Higuaìn), quella degli assi di tecnica e fantasia (Paulo Dybala e Keita) e dei due allenatori che, chissà, potrebbe anche essere uno scontro tra il “vecchio” e il “nuovo” della Vecchia Signora siccome il nome di Inzaghi è stato anche arditamente avanzato per l’eventuale post Max Allegri. Senza dimenticare le rituali statistiche: sarà la 24esima sfida di Coppa Italia tra le due compagini, con un bilancio che sorride ai bianconeri: 9 vittorie, contro le 7 laziali e altrettanti pareggi.

Calcoli, scenari, visioni più o meno concrete che oggi non contano, perché ciò che interessa, stasera all’Olimpico, è trafiggere la porta avversaria, fare in modo che i tifosi, i propri, possano esultare per un trofeo, il primo da assegnare della stagione. Un finale da sogno per una squadra, la Lazio che mai avrebbe immaginato a inizio anno di arrivare a questo punto: Europa assicurata l’anno prossimo e a un passo dal traguardo della Coppa Italia. Mai l’avrebbe immaginato soprattutto Simone Inzaghi che peraltro si è ritrovato quasi per sbaglio sulla panchina biancoceleste dopo il “gran rifiuto” per dirla con Dante, di Marcelo Bielsa. Per la Juve sarebbe invece il primo fondamentale passo verso l’olimpo del triplete. Un traguardo che fisserebbe Gigi Buffon e compagni nella storia di sempre, più di quanto già non lo siano. Tre trofei da vincere, tre concrete possibilità di riuscirci. E, c’è da giurarci, i bianconeri non vorranno fermarsi proprio ora, a pochi centimetri dalla prima grande certezza che la stagione perfetta, dopo tante sofferenze, dopo l’anno in Serie B, dopo scandali e sanzioni, è finalmente a portata di mano. Insomma, visto il clima, viste le aspettative e considerate le speranze di ognuno, la location è più che adatta. Roma. La Capitale. Il sogno (o la fine) di un impero. Per un scontro che si preannuncia gladiatorio.

Tw: @CarmineGazzanni

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