Le Lettere

La Caporetto di Meloni

La Caporetto di Meloni

Il deficit rimane sopra al 3% e quindi perdura la procedura d’infrazione europea. E di chi è la colpa? Di Conte e del bonus 110, ovvio. Se non ha stato Putin, ha stato Conte.
Lallo Mari
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Gentile lettore, secondo affidabili storici del Foglio e dei giornali di Angelucci, anche la disfatta di Caporetto è da attribuirsi al professor Conte. Del resto, Meloni e Giorgetti a chi dovrebbero dare la colpa? A sé stessi? Alle loro soluzioni sbagliate in economia come in politica estera? Al Pil che nonostante i 200 miliardi del Pnrr resta il più basso d’’Europa? Alla gigantesca perdita di potere d’acquisto – record mondiale in negativo – che da quattro anni blocca i consumi? No, no, meglio dire che la colpa è di Conte. Cinque anni e mezzo dopo la sua caduta, è ancora lui che azzoppa l’economia e l’azzopperà per secoli a venire. È il Bonus 110 che ci ha fregati. Sennò adesso eravamo più forti della Cina e dell’America. Per richiamarci alla verità – al di là del pazzesco rumore mediatico delle menzogne – i fatti sono andati così. Il Bonus fu varato da Conte a metà del 2020 come stimolo alla ripresa post Covid e doveva durare 18 mesi, con scadenza 31 dicembre 2021, come è scritto nel testo della legge. Il governo Conte cadde nel febbraio 2021. Da quel momento il Bonus è stato gestito e prorogato più volte fino al 2025 dal governo Draghi prima e dal governo Meloni in seguito. Quindi la misura nel 2020-21 funzionò a meraviglia allo scopo per cui era stata concepita: infatti portò la crescita post Covid a +8,8%, la più alta d’Europa. Il disastro viene dopo e appartiene a Draghi e Meloni. È tutta loro la Caporetto.