La Diciotti a Pozzallo entro stasera. A bordo 519 persone. Intanto a Palermo la Procura archivia l’indagine sulle Ong

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

È in navigazione verso Pozzallo  (Ragusa) la nave Diciotti della Guardia costiera con a bordo 519 persone e un cadavere. Disposto il trasbordo di 10  persone con la procedura ‘medevac’, medical evacuation: tre  minori, tre mamme con i loro tre neonati e un uomo con una febbre sospetta. Tra i migranti, 143 donne e più di cinquanta bambini. A bordo anche i 42 migranti salvati dalla nave della US Navy “Trenton”, nel corso di un naufragio nel quale hanno perso la vita 12 persone. L’arrivo è previsto dopo le 22 di stasera. La nave, prima di avere l’indicazione di un porto, è rimasta a lungo in acque internazionali. Il migrante era deceduto, prima del trasbordo sulla nave Diciotti, a bordo di una delle navi commerciali che hanno effettuato i  soccorsi venerdì. Motovedette della Capitaneria di Porto hanno lasciato il porto di Pozzallo per raggiungere nave “Diciotti” della Guardia costiera italiana (con a bordo 519 migranti e un cadavere) che, dopo giorni di stallo, è stata destinata alla città del Ragusano.

Archivita indagine Ong – Il gup di Palermo Guglielmo Nicastro, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto l’archiviazione dell’indagine contro ignoti, per associazione a  delinquere finalizzata a promuovere, organizzare e effettuare  il trasporto di stranieri ovvero compie altri atti diretti a  procurarne illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato  italiano. Nell’indagine erano coinvolte anche due Ong:  Proactiva e Sea Watch, la prima per l’attività della nave ‘Golfo azzurro’; la seconda per la ‘Iuventa’. Il procedimento aveva avuto origine dalle indagini avviate dalla Squadra mobile di Agrigento in seguito allo sbarco di 220 migranti avvenuto nel maggio del 2017 quando dall’imbarcazione  Golfo Azzurro i migranti furono trasferiti prima sulle motovedette e poi condotti a Lampedusa.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA