La FaD non è misura emergenziale ma un ulteriore ambiente formativo

Per il presidente di Fonarcom, Andrea Cafà, "l'arretratezza del nostro Paese dipende anche dalla limitatezza di certe scelte".

Si è aperta venerdì con un web talk dal titolo Digital Learning, da risposta emergenziale a nuovo paradigma formativo l’esperienza dei DGTales, storie di esperienze formative in digitale, raccontate dalla voce di due protagonisti del settore: Alessia Canfarini, partner BIP, e Andrea Roselli, Kos Academy, intervistati da Chiara Meret, ricercatrice di IterEgo.

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Il web talk è stato il primo passo verso la costituzione di quella Community che, a settembre, accoglierà i professionisti della formazione. E sarà all’interno di questa Community, l’unica a vantare la presenza di un fondo interprofessionale, Fonarcom, che il dibattito entrerà nel vivo esplorando tutte le tematiche e problematiche del settore, dalle metodologie ai canali di finanziamento, ai casi aziendali, ecc.

Il presidente di Fonarcom, Andrea Cafà, ha introdotto l’evento con alcune riflessioni: “Abbiamo dato il via a questa iniziativa perché crediamo fortemente in ciò che la formazione a distanza può offrire alle persone, ai lavoratori e alle imprese. Dispiace, pertanto, che istituzioni nazionali e regionali utilizzino la FaD unicamente come misura emergenziale. L’arretratezza del nostro Paese dipende anche dalla limitatezza di certe scelte. Si tratta di un approccio miope soprattutto oggi, nell’era della digitalizzazione, dove l’uso delle nuove tecnologie apre a infinite opportunità”.

“Del resto, prosegue il presidente del fondo, i Paesi che in questi ultimi venti anni hanno investito anche in formazione, in nuovi ambienti formativi e, più in generale, in nuove tecnologie hanno registrato una crescita del Pil del 30%, riuscendo ad aumentare i salari e a ridurre il cuneo fiscale. Se nello stesso arco temporale la crescita registrata in Italia è del 3% e se non riusciamo a eguagliare i risultati raggiunti dagli altri Paesi europei è anche perché non abbiamo creduto abbastanza nell’efficacia della formazione e nelle nuove tecnologie”.

“A questo punto, deve essere chiaro che la formazione a distanza asincrona – insiste Cafà – è un ambiente formativo al pari dell’aula e della formazione a distanza sincrona. Tanti anni di esperienza ci hanno dimostrato che non esiste il ‘miglior luogo’ dove fare formazione. Esistono, piuttosto, differenti paradigmi formativi. L’efficacia dell’esperienza giunge dalla capacità di progettare percorsi formativi che rispondano alle differenti esigenze e ai diversi stili cognitivi delle persone in formazione”.

E con queste parole, Cafà esprime l’intento principe che ha portato al costituirsi della Community: “Dialogare per casi concreti, conoscere le buone prassi, aprire gli occhi sulle opportunità di crescita umana e professionale, esplorare insieme per elaborare gli strumenti migliori”.

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