La finale tra la bella e la bestia

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Di Marco Castoroo

Giocare la finale di un Mondiale è una favola che per anni verrà raccontata. Al Maracanà andrà in scena una versione calcistica della bestia e la bestia. Della Germania che ha incantato per il suo gioco. Che ha dato spettacolo dalla prima gara (4 sberle a Cristiano Ronaldo) all’ultima (la leggendaria vittoria sul Brasile). E dell’Argentina. Non certo bella da vedere. Anzi. Noiosa. Mai convincente fino in fondo. Solo a sprazzi. Una difesa solida e spigolosa, un leader come Mascherano e davanti qualche lampo di Messi che ha siglato gol molto belli.

Il biglietto da visita
Entrambe hanno avuto un cammino vincente, senza frenate. Ma diverso. I tedeschi sono partiti subito con il vento in poppa con il Portogallo. Poi hanno disputato due partite tra luci e ombre. Un pareggio molto sofferto con il Ghana e un successo risicato con gli Usa. Successi faticosi agli ottavi con l’Algeria ai supplementari e ai quarti contro la Francia). Poi l’esplosione di potenza al Brasile, con l’ormai storico 7-1. Una gara in cui la difesa verdeoro ha ballato come se stesse a Chorus Line. L’albiceleste le prime tre partite le ha vinte per il rotto della cuffia, poi agli ottavi è andata ai supplementari contro la Svizzera e ai quarti ha superato di misura il Belgio. Quindi lo 0-0 con successo ai rigori contro l’Olanda. Totale reti segnate 8, reti subite solo 3 (2 dalla Nigeria). La Seleccion nella fase finale non ha ancora subito un gol. Imbattuta contro Svizzera, Belgio e Olanda, tre squadre che si erano distinte per un’ottima fase offensiva. Ora però c’è l’esame più difficile contro la nazionale che vanta l’attacco più esplosivo di tutta la storia dei mondiali. I tedeschi finora hanno segnato 17 gol, subendone 4. Ma contro l’Argentina Muller e compagni non avranno a disposizione le autostrade come contro il Brasile. È sfida dunque tra il miglior attacco e la miglior difesa più Messi e Higuain.

I protagonisti
Per molti dei giocatori che scenderanno in campo domani sarà un’occasione irripetibile. Lionel Messi ha la possibilità di essere considerato come Maradona. La chance che ha sempre fallito con la casacca della sua nazionale. I giocatori tedeschi giocano quasi tutti nel campionato di casa, la Bundesliga: 16 dei 23 della rosa, 8 titolari su 11. La Germania che vinse la finale di Italia 90, battendo proprio l’Argentina di Maradona, aveva invece 6 degli 11 titolari che giocavano in Serie A. Quindi all’estero. Per contro in questa Argentina non c’è un titolare che gioca in patria. Si è tanto criticato il Brasile perché i suoi giocatori fin da giovani si trasferiscono all’estero, ma gli argentini fanno lo stesso. Con la differenza che sono arrivati in finale. Forse perché non stavano a casa.

Per l’Italia c’è Rizzoli
C’è anche un po’ d’Italia nella finale. Nicola Rizzoli è l’arbitro prescelto. Accade spesso in competizioni prestigiose quando gli Azzurri escono presto. Rizzoli in questi Mondiali ha diretto l’Argentina in altre due occasioni (contro Nigeria e Belgio). Gli altri due arbitri finalisti mondiali sono stati Gonella (Vittoria dell’Argentina con l’Olanda nel 1978) e Collina (2002 in Asia con la Germania battuta dal Brasile).
In finale Mundial Argentina e Germania si sono affrontate due volte, un successo per parte.

Neymar e Suarez
Stasera la finalina di consolazione tra il Brasile e l’Olanda. Neymar, oltre alle lacrime e le accuse a Zuniga, si è distinto anche per una presa di posizione che ha fatto arrabbiare i brasiliani. Ha detto che in finale tiferà per l’odiata Argentina, perché ci sono i compagni di squadra del Barcellona, Mascherano e Messi. Nella prossima stagione con i catalani ci sarà anche il vampiro Luis Suarez, acquistato per 80 milioni dal Liverpool.

La finale dei Papi
Chi vincerà la finale tra i Papi? L’Argentina di Bergoglio o la Germania di Ratzinger? Ora che il Brasile è fuori il Cristo Redentore del Corcovado dovrà scegliere tra Francesco e Benedetto XVI. Vincerà chi… pregherà di più.