La fine del regno tennistico di Djokovic. Dopo due anni Nole perde la prima posizione nel ranking Atp: Murray realizza il sogno

di Stefano Iannaccone
Sport

Un dominio assoluto, in cui è mancata solo la ciliegina sulla torta del Grande Slam. Tradotto sono due anni e mezzo in vetta alla classifica mondiale del tennis, tra trionfi diventati ormai scontati. Quasi noiosi. Eppure ora il serbo Novak Djokovic ha perso lo scettro della racchetta all’avversario di sempre: lo scozzese Andy Murray. “Andy se lo merita. La prima volta che abbiamo giocato insieme avevamo 11 anni, ho molto rispetto per lui, sta facendo cose incredibili”, ha affermato “Nole”, dopo la sconfitta ai quarti di finale di Paris Bercy: l’ennesimo brutto risultato di un finale di stagione decisamente negativo. Dopo il trionfo nel Roland Garros, che sembrava il preludio al possibile Grande Slam, il campione serbo ha vinto solo il titolo di Toronto, lasciando per strada migliaia di punti. Un calo dovuto a problemi fisici, un fastidio al polso, ma anche a questioni personali, con il gossip scatenato sulla situazione sentimentale.

Insomma Djokovic sul campo ha smarrito il sorriso e i più maligni sostengono che abbia anche perso la cattiveria agonistica che lo ha condotto sul tetto del mondo. Il suo regno è iniziato nel luglio 2014: in tanti pronosticavano una durata almeno triennale, visto che era iniziato a 27 anni. Ma qualcosa in questo 2016 si è inceppato. L’ultima possibilità di parziale riscatto è il Master di fine anno a Londra. Dove può cercare di prendersi una rivincita sul campo contro Murray, ma difficilmente potrà chiudere in testa alla classifica.

La tenacia dello scozzese è così stata premiata: Andy Murray, a lungo sopravanzato dai giganti del tennis come Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic, può approdare alla prima posizione del ranking Atp. Certo, di mezzo c’è la partita di semifinale al Masters 1000 di Paris-Bercy contro il canadese Milos Raonic, numero 5 al mondo, e quindi non proprio l’ultimo degli arrivati. Ma per Murray la motivazione è davvero notevole: a 29 anni ha tagliato un altro grande traguardo, dimostrandosi più longevo dell’avversario di sempre, quel Djokovic che solo a inizio 2016 sembra un marziano irraggiungibile con un mostruoso vantaggio in classifica.