Le Lettere

La follia dei baltici

La follia dei baltici

Ogni giorno la Kallas o qualche altro nordico inventa fandonie contro la Russia. L’ultima è l’allarme per un attacco di droni russi sulla Lituania, ma era uno stormo di uccelli.
Dina Tucci
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Gentile lettrice, ho scritto spesso della russofobia morbosa che affligge Estonia, Lettonia e Lituania. Per esempio riferii che il presidente lituano Nausèda aveva detto: “La Cina alza la cresta. Dobbiamo darle una lezione”. Ma ogni giorno ci sono aggiornamenti. Il nuovo ministro della Difesa estone, il Gen. Martin Herem, appena insediato dopo le dimissioni del suo predecessore, ha detto: “Ci sarebbero grandi vantaggi ad attaccare preventivamente la Russia”. Putin ha commentato: “Vedo che il circo è andato via ma i pagliacci sono rimasti”. Consideri che l’Estonia ha 1 milione 340 mila abitanti, la Russia 140 milioni. La Russia ha un milione e 400 mila soldati, l’Estonia 8.000. L’Estonia ha zero carri armati, solo poche decine di mezzi blindati; la Russia ne ha quasi 6.000. L’Estonia ha zero jet da combattimento, solo velivoli leggeri da trasporto truppe. La Russia ha 1.480 jet e 120 bombardieri strategici. E non parliamo dell’arsenale atomico. Naturalmente il sottinteso dei microbi nordici è che la guerra alla Russia dovremmo farla noi dell’ovest. Il problema è che il virus della pazzia viene lasciato circolare in tutta l’Ue affinché il pretesto della (inesistente) minaccia russa giustifichi tagli al welfare ed enormi investimenti nel riarmo e riabiliti classi politiche screditate. A Londra 5 premier in 4 anni, a Parigi e Berlino Macron e Merz boccheggiano con il più basso gradimento nella storia dei loro Paesi.