I prezzi di benzina e diesel, fuori controllo da mesi, stanno pesando non poco sulle famiglie italiane. Il cosiddetto caro carburante, infatti, sta spingendo molti nuclei familiari a tagliare le spese considerate rinunciabili. Ad affermarlo è l’ultimo rapporto di Eumetra, secondo cui la situazione starebbe ulteriormente peggiorando in vista dell’autunno e dell’inverno, quando la pressione combinata dei costi della mobilità e dell’energia potrebbe rendere ancora più stringenti le scelte sui consumi.
Stando al rapporto, addirittura il 79% degli italiani dichiara che, rispetto a circa sei mesi fa, la spesa familiare per benzina e diesel è aumentata in misura tale da incidere sul bilancio familiare, con un impatto superiore a quello relativo alle bollette di luce e gas, quest’ultime indicate in aumento dal 74% delle famiglie, e alla spesa alimentare, cresciuta per il 68%.
Di fronte a questa corsa dei prezzi, legata soprattutto alle tensioni e al conflitto di Donald Trump e Benjamin Netanyahu contro l’Iran, il 43% degli italiani ha ridotto l’uso dell’auto o gli spostamenti, mentre il 32% dichiara di aver rinunciato a viaggi e vacanze o di averli ridimensionati. Ma le conseguenze di questo shock non si limitano a queste attività e riguardano anche la gestione della casa e delle spese quotidiane: il 33% degli italiani ha limitato il riscaldamento o la climatizzazione, il 28% ha ridotto la spesa alimentare e il 24% ha limitato l’uso degli elettrodomestici.
Il caro carburante cambia la vita degli italiani che sono costretti a stringere la cinghia. Secondo Eumetra le famiglie hanno tagliato gli spostamenti in auto, i viaggi e le spese ritenute “rinunciabili”
Un altro elemento significativo che emerge dalla rilevazione è che le famiglie si aspettano un ulteriore peggioramento della propria condizione economica nei prossimi mesi. Per questo, il 71% degli italiani prevede di comprimere alcune spese, mentre il 29% del campione sostiene di non dover modificare i propri consumi.
Tra coloro che prevedono di comprimere le spese, il 62% indica le uscite e le spese per il tempo libero, il 54% i consumi di energia, il 53% gli spostamenti e le spese di trasporto non strettamente necessarie, il 53% abbigliamento e accessori e il 52% viaggi e vacanze. Il 27% prevede inoltre di intervenire sulla spesa alimentare e il 19% sulle spese per salute, visite, controlli e dentista.
Anche il dato relativo all’energia merita attenzione, sottolinea ancora il comunicato: a marzo, il 64% di coloro che prevedevano di comprimere le spese indicava i consumi energetici tra le voci da ridurre; oggi la quota è scesa al 54%.
Insomma, il dato più significativo, prosegue il comunicato, non riguarda soltanto l’aumento dei costi, ma il modo in cui gli italiani stanno progressivamente ridisegnando le proprie priorità per farvi fronte, anche a costo di importanti rinunce.