La grandezza di Mandela? Non è stata la lotta

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L’icona della lotta contro l’apartheid in Sudafrica è stata celebrata in questi giorni in tutto il mondo. Eppure non è per la lotta che dovrebbe essere ricordato, ma per il perdono. Lottare – tutto sommato – è ancora un sentimento insito nell’uomo, fa parte dell’istinto, di quel corredo genetico che ci portiamo dietro tutti dai tempi dei tempi. Siamo nati per lottare, noi così come ogni altro essere vivente. Certo Mandela è stato un grande nella determinazione pluriennale che ha messo nel perseguire i suoi ideali di uguaglianza e fratellanza. Ma è quando ha smesso di lottare che è diventato veramente grande, che Mandela è diventato Madiba. In quel momento, quando con il potere in mano e anni di vessazioni alle spalle avrebbe potuto letteralmente spazzare via gli orrori del passato, ha scelto di perdonarli; facendoli così in qualche modo restare vivi. In nome degli ideali di convivenza ha rinunciato all’istituto della vendetta. E con il suo esempio ha indotto milioni di persone a fare altrettanto. Il trionfo della non violenza sulla violenza, il trionfo del perdono sulla vendetta. Il trionfo della normalità sulla lotta. Ecco perché Mandela è Madiba.

 

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