Le Lettere

La guerra che verrà

Destra e sinistra sono due facce del neoliberismo che vuole portarci alla guerra. Le briciole dei grandi profitti di guerra andranno ai politici sotto forma di prebende o carriere. A questo punto la finta sinistra non serve più e quindi scomparirà.
Dino Morra
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Gentile lettore, sì, destra e sinistra sono le due facce della stessa moneta, ma non credo che il finto binomio non serva più. Serve per simulare uno stato di democrazia, fasulla s’intende, come vediamo ogni giorno: Israele ammazza bambini a migliaia, gli Usa assassinano il leader spirituale dell’Iran e rapiscono il presidente del Venezuela e le nostre classi politiche collaborano in piena complicità. Se i palestinesi si difendono, sono detti terroristi, e se Putin invade un Paese per difendersi dalla Nato, è un criminale. L’errore è ritenere che siamo in guerra. Non lo siamo ancora: siamo sulla “buona” strada, nella fase di costruzione del consenso, per cui l’imperialismo capitalista ha ancora bisogno di vera destra e di finta sinistra per poter dire al popolo: “Vedete, la guerra è democratica, la chiedono a destra e a sinistra”. Le Meloni e i Crosetto continueranno a dire e fare le stesse cose di Schlein, Gentiloni, Guerini e il resto della piccionaia. Gli utili idioti, come li definì Lenin, sono ancora utili. Poi, appena voleranno i missili, non serviranno più. Però credo che il Kapitalimperialismus abbia fatto male i conti, perché questa guerra sarà diversa da tutte: questa non potrà che sfociare in un olocausto nucleare e “durerà mezz’ora”, come dice Lucio Caracciolo e come capiscono quelli che hanno ancora la testa attaccata alle spalle.