Smartphone, l’Eurispes lancia l’allarme tra i giovani: quasi il 98% lo usa più del previsto e sperimenta difficoltà a disconnettersi

Smartphone, l'Eurispes lancia l'allarme tra i giovani: quasi il 98% lo usa più del previsto e sperimenta difficoltà a disconnettersi

Smartphone, l’Eurispes lancia l’allarme tra i giovani: quasi il 98% lo usa più del previsto e sperimenta difficoltà a disconnettersi

Sempre stretto in mano e oggetto di un’attenzione quasi morbosa, lo smartphone sta diventando una vera e propria emergenza sociale. A denunciare come questo prezioso strumento si stia trasformando in un’ossessione per i giovani è l’ultima indagine Eurispes sulle tecnologie digitali.

Come emerge dal report, controllare il telefono appena svegli, cercare aggiornamenti anche senza aver ricevuto notifiche e interrompere altre attività per guardare lo smartphone sono comportamenti particolarmente diffusi tra i giovani. Dai dati, infatti, emerge che l’86% dei 18-24enni dichiara di controllare le notifiche al risveglio e l’80,3% verifica se ci sono novità anche in assenza di avvisi.

Nella stessa fascia d’età, il 73,2% legge subito le chat di gruppo per sapere che cosa sta accadendo, il 65,1% controlla ciò che pubblicano le persone conosciute e il 58,1% interrompe altre attività per verificare notifiche o aggiornamenti.

Smartphone, l’Eurispes lancia l’allarme tra i giovani: quasi il 98% lo usa più del previsto e sperimenta difficoltà a disconnettersi

Insomma, secondo Eurispes, la difficoltà nel regolare il tempo trascorso con lo smartphone è evidente ed emerge anche da ulteriori indicatori. Il 97,7% dei 18-24enni afferma di aver usato il telefono più a lungo di quanto avesse previsto, il 91,9% ha avuto la sensazione di sprecare troppo tempo online e l’84,9% ha sperimentato difficoltà a disconnettersi.

L’83,7% del campione riferisce episodi di irrequietezza quando non può controllare il telefono, un dato che segnala un rapporto problematico con lo smartphone. Più della metà dei 18-24enni, il 52,4%, usa lo smartphone per svago nei giorni feriali per oltre tre ore; nei giorni festivi la percentuale sale al 60,5%.

Tra i 18 e i 34 anni supera inoltre il 40% la quota di chi ha provato a ridurre l’uso del telefonino senza riuscirci.

Il digitale svolge per i più giovani anche una funzione emotiva e relazionale. Tra i 18-24enni, il 91,9% dichiara di aver usato almeno qualche volta i social per alleviare emozioni negative, mentre il 70,9% considera importante ricorrere alle tecnologie per distrarsi dai problemi.

Online sempre più esperienze negative per i ragazzi

Nel rapporto viene segnalato anche che contenuti violenti, insulti, immagini diffuse senza consenso, molestie e minacce colpiscono in misura sempre maggiore i più giovani. In particolare nella fascia tra i 18-24enni, il 40,7% dei sondaggiati dichiara di essersi imbattuto involontariamente in contenuti violenti o disturbanti e il 38,4% di aver ricevuto commenti offensivi, insulti o attacchi personali.

Il 37,2% riferisce la condivisione non autorizzata di fotografie o video, il 26,7% molestie, il 25,6% forme di esclusione intenzionale e il 22,1% minacce. Le percentuali sono più basse, ma comunque consistenti, nell’intero campione: il 26% ha incontrato contenuti violenti o disturbanti, il 23,4% ha subito offese o attacchi e il 21,8% la diffusione di immagini senza autorizzazione. Il 16,4% riferisce episodi di phishing, il 15,2% violazioni di account o furti di identità, il 12,1% furti di dati o denaro, il 12% molestie e il 10,1% minacce.

Tra coloro che hanno vissuto esperienze negative online, il 45,9% riconosce conseguenze sul proprio benessere emotivo e il 39,3% sull’autostima. Il 49,3% afferma che ne è stata influenzata la fiducia nelle piattaforme e il 43,8% ha modificato il proprio comportamento online. Tra i più giovani che hanno sperimentato questi episodi, l’impatto dichiarato è maggiore: raggiunge il 65,6% per il benessere emotivo e il 59% per l’autostima. Eurispes osserva infine che la maggiore esposizione dei giovani può essere legata anche al tempo più lungo trascorso online e al peso che le piattaforme hanno nella loro vita relazionale.