La La Lapsus, quelle gaffe da Oscar che ci consolano. Se anche i grandi commettono errori in mondovisione ci consola scoprire che tutti noi siamo meno piccoli

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Quando siamo in attesa di un verdetto di vittoria o sconfitta i secondi diventano interminabili e la tensione si taglia col coltello. Appesi a un filo tra gloria e disillusione, cerchiamo di mantenere un’immagine serena, specialmente se la fatidica sentenza sarà pronunciata in pubblico. Quando va bene, cala di colpo l’ansia e lascia posto all’euforia. L’abbiamo vista ieri sul volto di Justin Horowitz, produttore di La La Land, quando Warren Beatty ha erroneamente proclamato il suo musical vincitore della statuetta come miglior film. Il volto si è disteso, e mentre i suoi attori si abbracciavano e salivano sul palco, Horowitz ha iniziato a ringraziare tutti. È passato appena un minuto ed è arrivata però la rettifica, che pesa molto più di una mancata vittoria, perché si è passati dall’estasi al disincanto senza avere neanche il tempo di elaborare l’accaduto.

Le gaffe più celebri – Tutto sommato il cast di La la land ha retto bene il colpo, forse abituati a simulare emozioni per professione. Non è andata così bene l’anno scorso a Miss Colombia, annunciata vincitrice di Miss Universo per poi perdere la corona pochi secondi dopo per l’errore del presentatore: la ragazza non ha saputo celare lo sconforto ed è scoppiata in lacrime irrefrenabili. Pochi mesi dopo subì la stessa sorte un’aspirante Miss Brasile che, offesa dall’errore, ha rifiutato la fascia del secondo posto, visibilmente scossa. In televisione, si sa, la diretta non fa sconti. Forse è anche per questo i “millenials” sono così attratti dai programmi “live” (reality, concerti, ecc): le difficoltà quotidiane e la tensione emotiva della generazione dell’incertezza trovano conferma della loro legittimità sul piccolo schermo. L’errore dei famosi è la catarsi di quello della massa, la caduta dei più forti è la vendetta dei più deboli. Così le gaffe e gli errori, come nella notte degli Oscar, fanno il giro del mondo e diventano virali. L’Academy ha confuso le buste, John Terry ha sbagliato il rigore decisivo, Jennifer Lawrence inciampa sul red carpet.

Errare è umano – Ciò che ci è più prossimo fa più notizia. Gli Oscar sono sogni, in un mondo lontano dove tutto luccica e tutti sorridono. Ci chiediamo chi vince senza troppa curiosità, per vedere se avevamo ragione noi o il nostro migliore amico, se trionferà il film favorito o se ci saranno sorprese. Forse dentro di noi speriamo un po’ nella sorpresa, perché siamo abituati a veder vincere chi parte in pole position, e quasi sempre non siamo noi. Ma l’errore invece, è il nostro pane quotidiano, lontano dalle telecamere, dalle serate di gala e dallo sfarzo di Hollywood. Sbagliamo strada per andare a lavoro, sbagliamo i conti e non arriviamo alla fine del mese, sbagliamo frase e facciamo offendere chi amiamo, sbagliamo numero e scopriamo quello che non vorremmo mai sapere. Ma se anche i grandi commettono errori in mondovisione, forse, noi siamo meno piccoli. Perché in fondo, l’oscar che più conta non è per chi non cade ma per chi riesce a rialzarsi.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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