“Per ora la Rai lo ha fatto diventare un ‘ricco’, un giornalista che ha un buono stipendio”. Così ieri il presidente del Senato Ignazio La Russa ha risposto sprezzante alla domanda posta da Peter Gomez a Fenix, la festa di Gioventù Nazionale, “Avete fatto diventare Ranucci un martire?”.
Una battuta che liquida in poche parole mesi di scontro tra il conduttore di Report e i vertici Rai (e il partito dello stesso La Russa), riducendo la vicenda a una questione di busta paga più che di libertà di stampa.
La Russa tira dritto sulle nomine d’ufficio in Vigilanza
La Russa ne approfitta anche per rivendicare il proprio ruolo sulla partita, ancora aperta, delle nomine mancanti in commissione di Vigilanza Rai (entro mercoledì prossimo, se le opposizioni non forniranno i nomi, procederà alla nomina d’ufficio). “Io ho il diritto e dovere di rispettare il regolamento”, spiega, ricordando di aver atteso due mesi e concesso altri sette giorni alle opposizioni prima di procedere.
“Se non lo facessi non sarei super partes, bensì dalla parte di chi vuole che non si rispetti il regolamento. Quindi io lo farò, insieme a Fontana”, conclude, annunciando che si partirà dai capigruppo per riempire i vuoti in commissione.
Intanto il tribunale del lavoro fissa la data dell’udienza
Mentre il numero due dello Stato derubrica la vicenda Report-Ranucci a mera questione salariale, sul piano giudiziario la partita si fa seria. È stata fissata per il 25 settembre, davanti alla terza sezione del tribunale del Lavoro di Roma, l’udienza sul ricorso urgente presentato dal team legale di Ranucci contro la sua rimozione dalla conduzione di Report.
Nell’atto i legali chiedono al giudice di sospendere “in via immediata” il termine di trenta giorni fissato dalla Rai con la comunicazione del 28 agosto – termine che scadrebbe il 27 settembre – entro cui Ranucci dovrebbe scegliere tra i tre incarichi alternativi prospettati dall’azienda.
Chiedono inoltre di inibire alla Rai qualsiasi assegnazione unilaterale di quegli incarichi o l’esecuzione definitiva della procedura di ricollocazione, oltre ad accertare “in via provvisoria la nullità e comunque l’illegittimità del provvedimento” e a reintegrare il giornalista nelle “mansioni di autore e conduttore” del programma di Rai3. La scelta della data non è casuale: l’udienza cade appena due giorni prima della scadenza del termine imposto dall’azienda, e dunque prima dell’avvio della nuova stagione di Report, in onda dall’8 novembre.
E sul procedimento disciplinare Corsini dice: “Non mi compete”
Proprio nelle ore in cui veniva depositato il ricorso, la Rai aveva avviato un nuovo procedimento disciplinare nei confronti di Ranucci. Una coincidenza temporale che il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini, interpellato ieri a margine della presentazione de “Il cacciatore di sogni”, derubrica a puro caso: “Non posso rilasciare dichiarazioni su questo perché le procedure disciplinari passano per le Risorse Umane e l’Organizzazione. Non è mia competenza questo tipo di intervento, io mi occupo di aspetti editoriali. Penso sia solo un caso: sono procedimenti che richiedono tempo”.
Corsini prova a tenere la barra dritta sulla continuità del programma, senza sbilanciarsi sulla posizione di Ranucci: “È una risorsa di questa azienda, un dipendente, un vicedirettore ad personam, un giornalista, una firma. Però la valutazione si è spostata su un piano legale e disciplinare che non mi attiene. Io ho fatto le mie scelte editoriali tempo fa e stiamo lavorando: l’8 novembre torna Report in prima serata su Rai3 la domenica, con la replica il sabato pomeriggio”.
E la Boccia pubblica il libro dedicato al rapporto con Ranucci
Sullo sfondo, la vicenda continua ad allargarsi anche su un terreno più personale, con la pubblicazione del libro di Maria Rosaria Boccia dedicato al rapporto con il conduttore, “Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste”, e con le polemiche sulla sua visita in redazione (uno dei motivi della contestazione disciplinare di Ranucci), respinte dall’imprenditrice come questione di trasparenza sulle regole d’accesso in Rai.
“Sono andata nella redazione di Report a trovare Ranucci, un amico. Lo dico senza esitazioni e senza ricorrere a formule prudenti o ambigue: Sigfrido è un amico e sono andata a trovarlo”, ha dichiarato Boccia, che aggiunge, “Non sono entrata clandestinamente in Rai, non ho utilizzato ingressi segreti e non ho mai avuto alcuna ragione per nascondere quella visita. Al contrario, come ho fatto in altre occasioni, sono stata io stessa a rendere pubblica la mia presenza in Rai”.
“Pongo alla Rai una domanda molto semplice: esiste una disposizione, un regolamento o una procedura che impediva a Maria Rosaria Boccia di entrare nella redazione di Report e di andare a trovare Sigfrido Ranucci? Se esiste, la Rai la renda pubblica”, sfida l’imprenditrice, “E dica soprattutto se la stessa regola viene applicata, con identico rigore, a tutte le persone che quotidianamente varcano le porte delle sue sedi e delle sue redazioni”.