Giorgia Meloni ha deciso di blindare la legge elettorale. Il governo porrà la fiducia e, dunque, ci potrà essere a Montecitorio solo un voto segreto, quello finale. Un voto pesante, nel quale, un eventuale inciampo porterebbe direttamente alla fine della legislatura, è la convinzione nel centrodestra. Il Parlamento, ha osservato la premier, ha fatto un buon lavoro e dunque, dopo le defezioni del voto sulle preferenze della prima lettura, “per chiarezza” sarà messa la fiducia.
Legge elettorale, Meloni pronta a blindarla con la fiducia
Un modo, forse, anche per mettere a tacere le voci e i dubbi circolati nelle ultime ore sull’ultimo miglio che lo Stabilicum deve percorrere a Montecitorio. Negli ultimi giorni, era trapelata, tra l’altro, una riflessione in corso da parte dell’esecutivo sull’utilizzo dello strumento della fiducia. Ragionamenti dettati proprio dalla considerazione che l’impatto di un piccolo incidente su un voto segreto su una singola norma è di certo inferiore rispetto a una caduta nel voto finale.
Incoerenza
Meloni, però, che tesse le lodi del lavoro fatto sulla legge elettorale, così, non lascia scelta ai parlamentari di maggioranza. Mandando un messaggio netto agli eventuali franchi tiratori del voto segreto. Rimane la sua incoerenza. Come ha ricordato il Fatto quotidiano, Meloni nel 2017 definì scandaloso mettere la fiducia sulla legge elettorale. Erano i tempi del governo Gentiloni e del Rosatellum. Idem nel 2015 sull’Italicum apostrofò duramente Matteo Renzi sempre per lo stesso motivo: la fiducia sulla legge elettorale. Ma si sa, l’Italia è un Paese che ha la memoria corta.