La Tv e i suoi protagonisti visti da Klaus Davi. Chi l’ha visto? Lo rivede. La trasmissione stracult di Rai Tre con la Sciarelli ha battuto ogni record

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Federica Sciarelli si appresta a compiere il suo diciassettesimo anno di conduzione di Chi l’ha visto?, uno dei programmi più longevi della storia della televisione. Nato da un’idea di Angelo Guglielmi e Lio Beghin, debutta nell’aprile del 1989 su Rai Tre. Alla conduzione si susseguono varie figure, partendo dalla capostipite Donatella Raffai, coadiuvata all’inizio da Paolo Guzzanti e dall’avvocato Luigi Di Majo, passando poi per la psicoterapeuta Alessandra Graziottin, Marcella Di Palma – ottima giornalista di scuola Minoli poi morta per una grave malattia ai polmoni –, Tiziana Panella, l’attrice Daniela Poggi e, infine, la Sciarelli, in sella dal settembre 2004. Nei primi cinque anni Federica aveva tentato con successo la strada delle inchieste anche di taglio politico.

Quella per esempio su Georgiana Masi, studentessa uccisa nel maggio del ‘77 a Roma e di cui non sono mai stati individuati i colpevoli, con misteri che hanno coinvolto anche l’allora Ministro degli Interni Francesco Cossiga, oppure su tanti altri misteri della Repubblica come il massacro del Circeo, il caso Emanuela Orlandi, il delitto di Via Poma o ancora, spostandoci sul lato criminalità organizzata, la Banda della Magliana o superlatitanti come Provenzano e Messina Denaro.

Poi piano piano il programma si è riposizionato sul genere noir seriale, trattando naturalmente casi di risonanza mondiale come il Mostro di Firenze oppure il delitto di Avetrana, in cui la Sciarelli è stata la prima a dare la notizia in diretta dell’omicidio della giovane Sarah Scazzi. Al di là di alcune storie percorse al limite dell’ossessione, anche quando oggettivamente la notizia non c’era, dobbiamo invece a Chi l’ha visto? la clamorosa riapertura di casi importanti come quello di Ilaria Alpi, per il quale si era accusato ingiustamente il somalo Hashi Omar Hassan, condannato nel 2000 a 26 anni di reclusione, tuttavia nel 2015 il suo processo venne rivisto, portando l’anno seguente alla sua assoluzione. Se non ci fosse stata la Sciarelli quell’uomo sarebbe ancora oggi in carcere. Epici gli scontri con Giuseppe Pignatone e la Procura di Roma su alcune vicende o chiusure di casi come la sparizione di Emanuela Orlandi, avvenuta nel 1983, in cui Chi l’ha visto? ha avuto ancora una volta un ruolo centrale negli sviluppi investigativi.

Gli ascolti sono sempre andati a gonfie vele, mantenendosi costantemente sopra la media del 10% di share negli ultimi 10 anni. Puntate come quella del ritrovamento in diretta di Sarah Scazzi superarono il 15% ma il record spetta alla messa in onda del 22 giugno 2011, con i casi Orlandi e Melania Rea, che arrivò addirittura al 20,3%. Quest’anno gli ascolti sono in flessione, un po’ per la vicenda Covid-19 un po’ per la ripetitività delle vicende, senza escludere un calo fisiologico. Secondo OmnicomMediaGroup, durante il lockdown la media è stata di 1,8 milioni di telespettatori (7% di share) mentre, nel complesso, la stagione 2019-2020 finora ha tenuto una media di 2.002.322 spettatori con uno share dell’8,8%. Circa il profilo del programma, la quota di donne (71%) risulta nettamente superiore rispetto a quella degli uomini (29%) con l’82% del pubblico che ha più di 45 anni.

A livello territoriale, le regioni con ascolti superiori alla media in termini di share sono Piemonte, Calabria e Campania. Tra le cose migliori di quest’anno l’inchiesta sulla sparizione di Barbara Corvi, mamma 35enne di due figli, scomparsa nel nulla ad Amelia (Terni), dopo che il marito Roberto Lo Giudice, ha scoperto la sua relazione con un altro uomo, nell’ottobre 2009. Il tema Mafia e ‘Ndrangheta, con le sue oltre 1000 lupare bianche e sparizioni irrisolte, come più volte abbiamo suggerito, potrebbe essere un terreno da percorrere magari in alternativa all’ennesimo servizio su Denise Pipitone o Angela Celentano. Ciò detto, Chi l’ha visto? resta un vessillo del servizio pubblico che, nonostante la notevole longevità, continua a riscuotere consensi presso pubblico e istituzioni.

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di Gaetano Pedullà

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