La Tv e i suoi protagonisti visti da Klaus Davi. L’eredità della Paterniti. Ascolti in crescita del 15% tra i giovani. Così l’ex direttrice ha rilanciato il Tg3

Cambio della guardia al Tg3: dopo appena un anno e mezzo di regno di Giuseppina Paterniti, in carica dal 31 ottobre 2018, il 15 maggio 2020 è arrivato Mario Orfeo alla direzione del telegiornale della terza rete Rai. Raccogliendo un’eredità di tutto rispetto: il mandato della Paterniti è stato sicuramente positivo, in particolare per la capacità di riportare davanti al teleschermo il pubblico giovane, cosa che in Rai non è scontatissima. Fra i big spender dell’advertising circola un report di OmnicomMediaGroup, multinazionale quotata a Wall Street che realizza dati e analisi per le più grandi aziende del mondo che pianificano pubblicità in Italia, che, oltre a riportare gli ascolti, dà anche una precisa analisi a livello sociologico dell’audience del Tg3 guidato dalla ormai ex direttrice.

Ebbene, emerge che nell’ultimo anno ha avvicinato anche i target più giovani, che, pur restando una quota marginale degli ascoltatori complessivi (15-44 anni rappresentano il 9% della platea) vedono i propri ascolti in crescita del 15% circa. Nel complesso, il pubblico è composto in maggior parte da donne (55%) e oltre il 60% degli spettatori ha in media più di 65 anni. Passando invece ai meri dati, nel periodo da novembre 2019 agli inizi di marzo 2020, quindi pre-lockdown, la testata giornalistica di Rai Tre ha ottenuto riscontri nel complesso positivi in confronto allo stesso lasso temporale della stagione precedente: nell’edizione delle ore 12 la media è stata di 1 milione di spettatori, share 10,1% (audience +7% vs omologo anno precedente, share +0,5 punti percentuali); edizione delle ore 14, 1.760.000 spettatori, share 11,3% (audience e share sostanzialmente stabili); edizione delle ore 19, 2.160.000 spettatori, share 11,2% (audience e share sostanzialmente stabili).

Il report analizza anche le rubriche della redazione del Tg3: “Fuori Tg”, in onda dal lunedì al venerdì intorno alle 12.25, curata da Mariella Venditti e condotta da Maria Rosaria De Medici, ha avuto una media di 870.000 spettatori circa e share del 7,5%; “TG3 Mondo”, in onda ogni sabato e domenica in seconda serata con la guida di Maria Cuffaro, si attesta sui 449.000 spettatori circa (share 3,6%); “Linea Notte”, l’approfondimento di Maurizio Mannoni con Tindara Caccetta, dal lunedì al venerdì a mezzanotte, viaggia con una media di 441.000 spettatori circa e il 5,1% di share. E veniamo al boom del lockdown, che ha visto un allargamento generale della platea televisiva che ha interessato tutto il mondo dell’informazione. Non hanno fatto eccezione tutte le edizioni del Tg3 e le sue rubriche, risultate in nettissima crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

In particolare le edizioni standard del notiziario crescono mediamente dell’80% in termini di spettatori, spingendo le edizioni delle 14 e quella serale a superare la media dei 3 milioni di spettatori (pomeriggio media di 3 milioni e share 15%; sera media di 3,2 milioni e share 13,6%). Anche le rubriche hanno vissuto un incremento di ascolti, pari mediamente al +46% in termini di spettatori. Per quanto riguarda la distribuzione degli ascolti a livello territoriale, OmnicomMediaGroup ci informa che l’informazione del terzo canale Rai è meno seguita nelle regioni del Sud, dove in media lo share si aggira sull’8%, contro un dato nazionale che supera l’11%; rispetto al periodo 2018-2019 la testata ha recuperato un po’ di terreno in queste aree, in particolare in Campania e Basilicata.