L’Amore criminale fa bella Raitre. Barbara De Rossi indica il nuovo sentiero della cronaca. La narrazione delle storie conquista il pubblico a casa

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Siamo così abituati alla tv del dolore, anestetizzati ormai dal corteggiamento della cronaca nera a tutti i costi, che un sentiero diverso tramite cui percorrere le storie di lividi e ferite sembrava impraticabile. E invece no. Ogni lunedì sera, su Raitre, ci pensa quel piccolo capolavoro di Amore criminale a offrire un salvagente in questo mare di parole vuote e diplomazia asettica. Nessun salotto televisivo in cui dibattere del nulla con il politico di turno che promette di fare qualcosa, ma che poi al massimo se ne va a cena fuori dopo la puntata.

LA FORMULA
Nessun pistolotto sintattico in cui si promette e si rivendica, ma poi tutto resta uguale e le vittime rimangono intrappolate nella loro mostruosa quotidianità. Solo uno studio essenziale, una conduttrice di spessore ma che sa esserci il meno possibile perché libera da istinti narcisisti ed ego riferiti, e due storie di violenza da sviscerare durante ogni puntata. Barbara De Rossi, attrice brillante prima che conduttrice meticolosa, indossa perfettamente l’abito della voce narrante che rende edotto, ma non dice mai troppo al telespettatore. Perché devono essere le immagini a parlare. Perché devono essere le storie a presentarsi da sole e a condurre verso il loro epilogo spesso nefasto. Al pubblico da casa vengono dati gli strumenti essenziali, poi, spetta a lui prepararsi all’impatto forte che le dinamiche narrative avranno. Uno schiaffo in pieno volto. Un graffio sul cuore. Un pugno nella bocca dello stomaco. Più o meno queste le sensazioni che una puntata di Amore criminale, nella sua confezione misurata ma graffiante, può lasciare. Ed è raro. Soprattutto nei palinsesti degli ultimi anni. Da mamma Rai al Biscione, forse solo qualche fiction è riuscita a toccare le corde giuste e a bagnare gli occhi del telespettatore di lacrime che non fossero di disperazione per il troppo trash da smaltire, ma di commozione genuina. La violenza domestica. La parabola discendente di un amore nato marcio. L’evoluzione infelice di un’unione fra amanti in una lotta fra nemici. La morte minacciata e trovata fra le mattonelle della cucina o davanti allo specchio del bagno. Questi i topic su cui ruota il programma e che, con il contributo della De Rossi, finiscono per risultare quasi educativi.

UN MANUALE
Un’illustrazione scenica ma non troppo della brutalità umana, che aiuta le donne come un manuale di istruzioni con cui imparare a riconoscerla il prima possibile per evitare di finire come le vittime di quelle sfortunate storie. Una benedizione sociale, che nasce dal destino maledetto di donne innamorate male. Un promettente 6,5% non fa che confermare il successo di pubblico di Amore criminale, già al suo secondo round di questa stagione televisiva. In un momento storico della tv in cui si tenta di restare a galla puntando l’acceleratore sul vintage o su quel paio di nomi rassicuranti, il programma condotto da Barbara De Rossi è una boccata di aria fresca che siamo felici di respirare a pieni polmoni.