Lapadula è la nuova stella del Milan. Il nomade del gol ha cambiato 12 squadre in 10 anni

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Per chi segue i campionati di serie B e Lega pro, il nome di Gianluca Lapadula, 26 anni, non è certamente nuovo. Ma di sicuro al grande pubblico è stato sconosciuto almeno fino a qualche settimana fa, quando con il Milan ha iniziato a segnare gol pesanti per la squadra di Vincenzo Montella. L’attaccante, con la doppietta siglata a Empoli, è ormai un volto noto della serie A. Pronto a lottare per la maglia della Nazionale anche al prossimo Mondiale in Russia. Ma prima di incantare tra gol di tacco, rovesciate e tanta grinta sulle grandi platee, la gavetta è stata durissima. Un dato basta a sintetizzare le fatiche del giovane Lapadula: in 10 anni ha cambiato 12 squadre.

Insomma la storia di Lapadula è quella di un bomber di provincia, che rischiava di essere stritolato da una concorrenza spietata. Dopo l’esperienza nella primavera della Juventus, la carriera da professionista non è iniziata di gran carriera: tra Pro Vercelli Ivrea, Parma e Atletico Roma, quindi dal 2007 al 2011 il bomber non ha mai segnato un gol. La prima realizzazione è arrivata con la maglia del Ravenna. Ma la prima esplosione era vicina: a San Marino, nella stagione 2011-2012, l’attaccante ha messo a segno 24 reti. Poter tra Cesena e Frosinone, complice qualche problema fisico, la situazione è tornata difficile.

La rinascita c’è stata in Slovenia, con la maglia del Gorica: Lapadula ha chiuso la stagione con 10 gol all’attivo. E nel campionato successivo è approdato in Abruzzo, regione che gli ha portato molta fortuna: a Teramo, in Lega Pro, ha segnato 21 reti, poi l’anno successivo ha trascinato il Pescara in serie A con un bottino stagionale di 27 marcature. Così, da super goleador del campionato cadetto ha attirato l’attenzione delle grandi società, con il Milan che lo ha sottratto alla concorrenza del Napoli. Lapadula ha quindi cominciato come sostituto del colombiano Bacca: ma con una tenacia del genere, di sicuro non si è spaventato a partire come rincalzo. Tanto che ora è sempre più la prima scelta di Montella.

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di Gaetano Pedullà

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