L’Aquila, Bertolaso non corre più Grandi Rischi. L’ex capo della Protezione Civile si rimangia la parola e non rinuncia alla prescrizione

di Valerio Rossi
Cronaca

Guido Bertolaso si rimangia la parola e rinuncia alla prescrizione nell’ambito del processo Grandi Rischi dell’Aquila. L’ex capo di dipartimento della Protezione Civile è accusato di omicidio colposo plurimo e lesioni per aver organizzato un’operazione mediatica finalizzata a rassicurare la gente. Bertolaso convocò una riunione di esperti il 31 marzo 2009, meno di una settimana prima della scossa che il 6 aprile 2009 rase al suolo la città dell’Aquila. La sentenza di primo grado dovrebbe arrivare in tempo prima che scatti la prescrizione; sentenza che, però, non potrà mai arrivare a essere definitiva, ma che potrebbe avere comunque ripercussioni sul processo civile in caso di condanna. Comunque vada a finire emerge l’incoerenza di Bertolaso che nei giorni in cui annunciò la propria candidatura a sindaco di Roma (poi la rinuncia forzata, ndr) dinanzi alle proteste del popolo aquilano annunciò l’intenzione di rinunciare alla prescrizione. Solo parole. La prescrizione scatterà il prossimo 6 ottobre. Le prossime udienze sono state calendarizzate per il 27 settembre con l’arringa difensiva e il 30 per le repliche fino alla sentenza. Si tratta di un processo andato avanti con ritmi lentissimi, a differenza del filone principale che ha portato alla condanna in via definitiva dell’ex numero due di Bertolaso, Bernardo De Bernardinis, a due anni di carcere. Mentre gli altri membri della commissione grandi rischi, processati per aver sottovalutato il rischio sisma, sono stati condannati in primo grado e assolti in appello e Cassazione.