Largo alla società civile. M5S mai con i partiti, intese solo coi cittadini. Parla il deputato grillino, Cattoi: “Contano solo uomini e programmi”

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Altro che alleanze! “La società civile deve tornare protagonista”. Il deputato del Movimento Cinque Stelle, Maurizio Cattoi, componente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio va dritto al punto: “Qui l’alleanza è con i cittadini, non con gli apparati…”.

I partiti facciano un passo indietro perché i cittadini ne facciano uno avanti. L’annuncio di Di Maio prelude alla caduta, nel Movimento Cinque Stelle, del tabù finora intoccabile delle alleanze pre-elettorali?
“La società civile deve tornare protagonista. Qui l’alleanza è con i cittadini, non con gli apparati, che spesso costituiscono il motivo stesso della necessità di cambiamento. Lista civica per noi significa donne e uomini che siano specchio di tutto quel mondo che sta fuori dalle sedi dei partiti. Imprenditori, medici, lavoratori e professionisti. Il tessuto sociale avrà direttamente voce in capitolo, con le sue visioni e competenze”.

Di Maio lo ha definito un patto civico, che veda un candidato presidente fuori dalle appartenenze partitiche e che possa mettere al centro un programma innovativo. Ma a sostenerlo non sarebbe comunque una coalizione M5S-Pd?
“Non abbiamo mai parlato di alleanze, né tantomeno di commistioni con establishment vari. Ognuno concorrerà con la propria lista e con la propria prospettiva politica. I consiglieri regionali sosterranno la giunta, in caso di elezione, dagli scranni dell’assemblea. La proposta di Luigi Di Maio è chiara e ha l’obiettivo primario di valorizzare il ruolo della società civile, a partire dai programmi”.

Gli iscritti M5S hanno dato il via libera su Rousseau alle intese con liste civiche. Ma Il fatto che in Umbria potrebbe essere sostenuta anche dal Pd renderebbe necessaria una nuova consultazione?
“Come sapete ci muoviamo sempre nella massima trasparenza. Su Rousseau abbiamo già votato a favore del progetto. In Umbria decideranno i cittadini umbri, come al solito con le modalità più partecipative”.

Intanto, aspettando il via libera definitiva alla riforma che taglia il numero dei parlamentari, da Pontida Salvini ha lanciato l’ultima crociata: un referendum per modificare la legge elettorale in senso maggioritario. Questa mossa potrebbe far saltare la possibile riforma in senso proporzionale che l’attuale maggioranza giallorossa sembra intenzionata ad adottare?
“A noi questa legge elettorale è sempre stata stretta. Non è un mistero che in occasione delle ultime politiche abbia penalizzato il MoVimento. È un sistema ibrido che non soddisfa nessuna forza politica. L’esigenza di una nuova legge elettorale era quindi già all’orizzonte. Adesso bisogna trovare una sintesi, su questo siamo già al lavoro. Se poi qualcuno vuole proporre un referendum senza aspettare le novità legislative, forse parte un tantino prevenuto. Intanto vediamo se effettivamente 5 consigli regionali voteranno per la richiesta di referendum. Partiamo da quello”.

Dal premier Conte è arrivato un appello ai neo sottosegretari a dialogare con il Parlamento e a tenere un orecchio teso verso la gente. Con la precedente squadra non accadeva?
“Quello di Conte è stato un richiamo alla Costituzione. Il premier, giustamente, ha più volte sottolineato che non ci devono essere più sgrammaticature, e lì il riferimento non credo proprio sia agli attuali attori di governo. La squadra del MoVimento – ne sono sicuro – lavorerà benissimo e tantissimo. Con competenza e nell’esclusivo interesse degli italiani”.

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di Gaetano Pedullà

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