L’assist della Commissione Ue a Unicredit: Ribera contro il governo tedesco

La Commissione Ue, con Teresa Ribera, si schiera con Unicredit e chiede al governo tedesco di non opporsi all'offerta su Commerzbank.

L’assist della Commissione Ue a Unicredit: Ribera contro il governo tedesco

Nello scontro tra Unicredit e il governo tedesco, la banca guidata da Andrea Orcel riceve un assist anche dall’Ue. L’operazione su Commerzbank, con l’offerta ancora in corso, viene promossa dalla vicepresidente dell’esecutivo comunitario con delega alla Concorrenza, Teresa Ribera. Con tanto di invito ai governi nazionali a evitare di bloccare le operazioni di fusione bancaria che sono ritenute necessarie per rafforzare l’economia.

Ribera, in un’intervista a Bloomberg Tv, risponde a una domanda in merito all’acquisizione di Commerzbank da parte di Unicredit: la sua opinione è che le fusioni transfrontaliere che contribuiscono allo sviluppo del mercato unico “dovrebbero essere benvenute”. Una risposta che riguarda proprio l’opposizione del governo tedesco – confermata anche negli scorsi giorni – all’operazione portata avanti dalla banca italiana.

La Commissione Ue contro l’opposizione del governo tedesco all’offerta di Unicredit su Commerzbank

Proprio in queste settimane, con l’offerta ancora aperta, il governo di Berlino ha ribadito di non voler cedere le sue quote di Commerzbank. Ma intanto la scalata di Unicredit procede: venerdì 19 giugno sono stati ufficializzati i dati sul primo round delle adesioni all’offerta italiana e si attestano al 12,51%. Considerando che la banca guidata da Orcel detiene il 26,77% dell’istituto tedesco e il 3,22% di strumenti convertibili in azioni, la quota ha già raggiunto il 42,5%. Sommando anche i derivati, l’esposizione potenziale supera il 55%.

Ora è partito il second round per aderire all’offerta: c’è tempo fino al 3 luglio. Con l’assist di Ribera, secondo la quale è sì possibile che ci sia la necessità per i governi nazionali di intervenire o esprimere osservazioni su determinate operazioni per motivi di sicurezza, ma è altrettanto vero che la Commissione “adotta un’interpretazione restrittiva” di quel che viene considerato legittimo.