Lazio-Roma, il derby della discordia. Malagò: giocare lunedì mina la credibilità del calcio. Il presidente del Coni striglia la Lega. La decisione presa non era condivisa da tutti

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Il derby Lazio-Roma posticipato al lunedì continua a far discutere. La Lega calcio si è genoflessa a tutte le richieste della Juve. Perché è pur vero che Lotito passa come il principale artefice dello slittamento della gara al giorno successivo, ma va detto che anche la Lazio avrebbe preferito giocarsi la coppa Italia a campionato finito. Le date erano: il 20 e il 27 maggio, il 13 giugno (visto che il 6 c’è la Champions). Il 27 non è stato preso in considerazione perché troppo vicino alla gara di Berlino e il 13 giugno no perché i bianconeri avrebbero dovuto giocare senza Tevez in partenza per la Coppa America. Ma come? Ci sono squadre che per due mesi in piena stagione hanno dovuto rinunciare ai titolari impegnati in Coppa d’Africa e la Juve non può rinunciare per una partita a Tevez? La Roma è stata presa a schiaffi dalla Lega. è la riprova di quanto conti poco. Ha giocato sempre di mercoledì e domenica e ora invece per la Lazio la regola non vale più. Inoltre la città di Roma è stata violentata dalla decisione della Lega calcio. Il prefetto del resto non poteva opporsi. La domenica o il lunedì è uguale per le forze dell’ordine. Fino a un certo punto perché è un giorno feriale e in giro c’è tanta gente comune che rischia di essere coinvolta in scontri. E qui il sindaco Marino ha perso un’altra occasione per difendere i cittadini dai disagi. Anche il presidente del Coni Malagò ha accusato la Lega di aver preso una decisione che mina la credibilità del calcio. Per accontentare una parte si è scontentate tutte le altre. Il Napoli aveva tutti i diritti di giocare in contemporanea con il derby, eppure la richiesta non è stata accettata.

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