Eder decisivo, Florenzi di cuore: Conte quasi miracoloso. Le pagelle di Italia-Svezia

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Un’Italia meno bella rispetto all’esordio di Euro 2016. Ma dopo due giornate di girone gli azzurri sono già qualificati agli ottavi. Ecco le pagelle della Nazionale.

Buffon 6: Mai veramente impegnato. Si limita a guidare la difesa dando sicurezza al reparto.

Barzagli 6: Preciso in fase difensiva. Ma contro una Svezia molto ben organizzata è costretto anche a dare una mano in fase di impostazione: un mestiere che non è proprio il suo e che gli riesce maluccio.

Bonucci 6,5: Trasmette tranquillità e duella spesso con Ibrahimovic senza alcun timore reverenziale. Cerca di tanto in tanto la verticalizzazione per fare il bis della partita contro il Belgio. Ma l’esito non è lo stesso. Nel complesso è comunque imprescindibile.

Chiellini 6: I suoi limiti in fase di costruzione sono aggravati dal fatto che la Svezia gli lascia più spazio rispetto ai compagni di reparto. Troppre imprecisioni nei disimpegni, ma ci mette fisico e cuore come sempre. Una sufficienza conquistata con i muscoli.

Candreva 6: Viene cercato dai compagni meno di quanto meriterebbe. Come se non bastasse fatica a trovare varchi sulla fascia grazie alla buona opposizione di Olsson. Infine, quando c’è spazio i cross non sono quelli dei giorni migliori. Un passo indietro rispetto a lunedì, ma coumunque fondamentale in un’Italia corto di idee.

Parolo 5: L’unico vero guizzo della partita, prima del gol di Eder, è proprio del centrocampista della Lazio. Ma soffre per tutti i novanta minuti, sia in fase di interdizione che in quella di impostazione. È molto lontano dalla condizione messa in mostra contro il Belgio.

De Rossi 5: Preoccupato dal fatto di dover badare a Ibrahimovic dimentica di fare il regista. È chiamato a dare personalità ed esperienza, invece sembra soffrire la pressione di dover confermare la buona prestazione della prima partita. Giusta, forse anche tardiva, la sostituzione con Thiago Motta.

Giaccherini 6: Gira a vuoto per gran parte del match. Ma è l’unico a creare scompiglio tra le linee svedesi, nelle rare occasioni in cui accende la lampadina. Da una sua intuizione nasce il gol degli azzurri. Nonostante possa sembrare strano è fondamentale nel centrocampo azzurro.

Florenzi 6: Corsa e cuore non gli fanno difetto. Ha lo sprint per mettere in difficoltà i lungagnoni avversari, eppure non riesce a incidere come potrebbe e dovrebbe.

Pellè 5: La sua fisicità è annullata dai centimetri dei centrali svedesi. Prova il fraseggio con Eder, senza riuscirci. Solo in un’occasione calcia verso la porta avversaria e il suo tiro finisce alto. Un doppio passo indietro, anche se prevedibile viste le differenze tra Belgio e Svezia.

Eder 6,5: Va a intermittenza. Si dimena, sgomita, lotta. Per lunghi tratti sembra più un mediano che un attaccante di fantasia. Poi, nelle battute finali, torna lo stesso Eder della prima parte della stagione con slalom e conclusione vincente.

Zaza 5: Entra per dare verve a un attacco spento. Il suo apporto è praticamente nullo: si nota solo nei minuti finali quando tiene la palla nei pressi della bandierina per perdere tempo.

Thiago Motta e Sturaro s.v.

Conte 7: Conferma quasi in blocco la formazione della prima partita. Forse la scelta non è delle più felici. Ma riesce a infondere la giusta grinta durante l’intervallo. E il voto premia la qualificazione raggiunta in in 180 minuti. Che è un quasi-miracolo.