La Corte d’appello di Parigi ha confermato la condanna in primo grado a Marine Le Pen, ma la leader del Rassemblement National può comunque candidarsi per le elezioni presidenziali del 2027. Le Pen, infatti, ha già scontato la pena per l’ineleggibilità e potrebbe quindi correre per l’Eliseo, pur dovendo portare il braccialetto elettronico.
Il verdetto della Corte d’appello apre di fatto la lunga stagione della campagna elettorale francese, perché ora Le Pen dovrà decidere se candidarsi o meno in prima persona, anche se di recente è sembrata scettica sull’ipotesi di scendere in campo con il braccialetto elettronico. I giudici hanno confermato la colpevolezza dell’ex candidata alle presidenziali nel processo sugli assistenti parlamentari del Front National al Parlamento europeo. Le Pen, inoltre, dovrà pagare una multa di 100mila euro mentre il Rassemblement National è stato multato per due milioni di euro.
Le Pen è stata riconosciuta colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici europei (in quanto europarlamentare) e di concorso in appropriazione in qualità di presidente del partito. La pena è stata però ridimensionatosi rispetto al primo grado, con una condanna a tre anni di carcere di cui due con la sospensione condizionale della pena e un anno da scontare con braccialetto elettronico.
Le Pen condanna ma eleggibile: il nodo della candidatura all’Eliseo, sarà lei a decidere
Ma il nodo principale è quello dell’ineleggibilità: per la Corte una parte della pena è già stata scontata dopo la condanna di primo grado e così si riduce l’interdizione dai pubblici uffici. La leader dell’estrema destra francese è stata condannata a 45 mesi di interdizione dai pubblici uffici, di cui 30 con la condizionale. Inoltre la Corte ritiene che Le Pen abbia già scontato i 15 mesi di ineleggibilità dal 31 marzo 2025. La pena decade quindi prima delle elezioni del prossimo anno, lasciandole la possibilità di candidarsi, per la quarta volta, alle presidenziali.
Le Pen potrebbe presentarsi come candidata pur avendo il braccialetto elettronico, ma lei stessa negli scorsi giorni aveva escluso questa ipotesi sostenendo di non potersi candidare da “donna non libera”. Per cui resta ancora in piede l’ipotesi che lasci il posto al suo delfino Jordan Bardella. La decisione finale spetterà quindi a lei. Qualche primo chiarimento Le Pen potrebbe offrirlo già questa sera quando, alle ore 20, interverrà al telegiornale di TF1. Resta il fatto che la pena è stata ridotta rispetto ai cinque anni iniziali di interdizione e ora il destino di Le Pen è nelle sue mani e non più in quelle dei giudici.