Le Pen non molla: “Mi candido all’Eliseo”. Il ricorso in Cassazione contro la condanna appena ricevuta, congela l’obbligo del braccialetto elettronico

La leader del Rassemblement National vuole dipingersi come la vittima di un sistema che vorrebbe impedirle di competere

Le Pen non molla: “Mi candido all’Eliseo”. Il ricorso in Cassazione contro la condanna appena ricevuta, congela l’obbligo del braccialetto elettronico

Marine Le Pen rilancia la sua sfida all’Eliseo. Poche ore dopo la conferma in appello della condanna che le impone il braccialetto elettronico, la leader del Rassemblement National ha annunciato in diretta al telegiornale di Tf1 che si candiderà comunque alle elezioni presidenziali del 2027. Sarà la sua quarta corsa all’Eliseo, dopo quelle del 2012, 2017 e 2022, e – ha precisato – senza dover indossare il dispositivo elettronico.

La possibilità nasce dalla decisione di ricorrere alla Corte di Cassazione. Secondo il diritto francese, infatti, il ricorso sospende l’esecuzione della pena e, di conseguenza, anche l’obbligo del braccialetto elettronico. Una circostanza che cambia radicalmente lo scenario politico emerso nelle ore immediatamente successive alla sentenza della Corte d’Appello.

“Voglio percorrere tutte le vie legali per difendere la mia innocenza”, ha dichiarato la leader della destra francese. “Avevo detto che non avrei fatto campagna elettorale con il braccialetto elettronico. Poiché ricorrerò in Cassazione e il ricorso sospende gli effetti della sentenza, farò campagna elettorale senza braccialetto”.

“Due giurisdizioni possono sbagliare entrambe”

Per Le Pen, inoltre, “due giurisdizioni possono sbagliare entrambe” e proprio per questo porterà il caso davanti alla Suprema Corte. Ma il messaggio dell’esponente del Rassemblement National è stato soprattutto politico. Secondo Le Pen, la sua ineleggibilità rappresenta “un enorme problema democratico“, perché “nulla dovrebbe essere imposto al popolo francese”. Saranno, ha insistito, “i francesi a decidere” chi dovrà guidare il Paese.

Il ticket con Jordan Bardella

Fino a poche ore prima sembrava prendere corpo uno scenario diverso. L’arrivo agli studi di Tf1 insieme al presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, aveva alimentato le indiscrezioni su un possibile passo indietro della leader storica del partito a favore del suo delfino. La presenza dei due fianco a fianco era stata interpretata da molti osservatori come il simbolico passaggio di consegne alla nuova generazione della destra francese.

L’annuncio ha invece spazzato via ogni dubbio. Bardella resta il principale alleato di Le Pen, ma non il suo sostituto. Anzi, la leader dell’estrema destra immagina una squadra di governo già definita: “Jordan Bardella e io ci battiamo per la Francia, non abbiamo ambizioni personali. Lui, con la sua energia, sarà uno straordinario primo ministro. Saremo un ticket complementare, equilibrato, coerente e solido che cambierà la Francia”.

La decisione apre ora una nuova fase, tanto giudiziaria quanto politica. Sul piano legale, la partita si sposta davanti alla Corte di Cassazione, che dovrà valutare la correttezza della sentenza d’appello senza riesaminare i fatti. Sul piano politico, invece, Le Pen evita almeno per il momento di essere costretta a una campagna elettorale con il marchio simbolicamente pesantissimo del braccialetto elettronico.

La leader del Rassemblement National punta così a trasformare la vicenda giudiziaria in un argomento di mobilitazione politica, presentandosi come vittima di un sistema che, a suo dire, vorrebbe impedirle di competere. E, ancora una volta, prova a spostare il giudizio dalle aule dei tribunali alle urne, chiedendo che sia il voto dei francesi – e non quello dei magistrati – a decidere il suo futuro politico.