Le prime pagine del 4 giugno

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Le prime pagine del 4 giugno.

La Notizia. In apertura: “Chissenefrega della Merkle Il Bonus fiscale si espande”. L’editoriale di Gaetano Pedullà: “Meno tasse per tutti L’Ue si rassegni”. In alto “Degradi e suicidi in carcere Ecco perché Bruxelles ci bastona” e “La Dandini riparte in Rai ma dalla radio”. In basso “Disoccupazione, va sempre peggio”.

Il Corriere della Sera. In apertura: “Lavorano sempre meno giovani”. Al centro: “Un miliardo di dollari in difesa dell’Est La strategia di Obama”. L’editoriale di Sergio Rizzo su Alitalia: “Ali indebitate memorie corte”.

La Repubblica. L’apertura dedicata all’economia: “Lavoro, sempre peggio Un giovane su 2 a casa Il bonus alle famiglie”.  Al centro con foto: “Boom di furti e rapine allarme al centro-nord”. In taglio basso: “Nella Spagna del re decaduto”.

La Stampa. In apertura: “‘Il bonus sarà allargato’”. Accanto a sinistra: “Obama: un miliardo per difendere l’Europa dell’Est”. Sotto: “Cercando una nuova Alleanza atlantica”.

Il Fatto Quotidiano. In apertura: “E Renzi spaccò la Rai scene di lotta di classe in viale Mazzini”. In alto: “Al Gemelli i malati terminali possono scegliere di morire”. L’editoriale di Marco Travaglio: “Va tutto bene”.

Il Sole 24 Ore. In apertura: “Disoccupazione record Tra i giovani tasso al 46%”. Editoriale di Alberto Quadrio Curzio: “L’Europa scelga bene il leader della ripresa”. Di spalla: “Misure per il credito e taglio dei tassi: il piano Bce contro la deflazione”.

 Il Messaggero. In apertura: “Statali a casa con lo scivolo”. In due riquadri: “Disoccupazione al 13,6%: è record i senza lavoro più giovani al 46%”; “Lagarde a capo della Commissione mossa della Merkel, Hollande frena”. Editoriale di Giulio Sapelli: “Tv pubblica i vantaggi della ricetta all’inglese”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Le nomine per tutte le stagioni

Evitando le buche più dure – vedi le parole gravissime del sottosegretario Durigon – Draghi si tiene buono il Parlamento fotocopiando senza il fuoco di sbarramento visto con Conte la stessa prudenza sulla pandemia del suo predecessore. Merito di una situazione sanitaria che migliora, ma

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