L’effetto trans al Grande Fratello riesce a metà. Formigli batte Porro grazie all’uno contro tutti con Marino. Freccero: Renzi, che autorete

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L’effetto trans è riuscito a metà. Il Grande Fratello ha confermato di essere un reality molto seguito (anche durante tutta la settimana) ma non è riuscito a fare meglio della Cara Prof di Raiuno. La fiction con Veronica Pivetti e Paolo Conticini ha infatti tenuto incollati davanti al video 5 milioni 471mila spettatori, per uno share pari al 22%. Il Gf ha chiuso con una media di 3 milioni 380mila e il 18%. Il momento dell’entrata nella casa due nuovi inquilini Arianna e Marco, gli sposini che hanno cambiato sesso, ha alzato il picco a 4,3 milioni di spettatori. Un risultato superiore alla media ma inferiore ai 4,6 milioni (30% di share) del momento in cui uno dei concorrenti, Alessandro, entrando nella casa ha scoperto che tra i partecipanti di questa edizione era stata selezionata l’ex fidanzata Lidia. Fino ad allora il ragazzo, ignaro, era rimasto segregato in garage. Picchi e trans a parte, la banda capitanata da Alessia Marcuzzi si consola con i dati dei giovani: il 33,8% nella fascia 15-19 anni. Mediaset esulta invece perché secondo l’azienda di Cologno oltre il 15% degli spettatori del Grande Fratello è composto da abbonati pay di Sky che hanno cercato Canale 5 al di fuori della piattaforma per cui pagano l’abbonamento. E come competitor sulla pay c’era X Factor.

L’UNO CONTRO TUTTI – In attesa di vedere i faccia a faccia tra i big (Renzi, Salvini, Berlusconi, Grillo) arriva dai talk del giovedì una conferma: il format dell’uno contro tutti funziona. È la bombola di ossigeno per il moribondo. A dimostrarlo Piazzapulita di Corrado Formigli che ha ospitato il sindaco Marino accerchiato dagli ospiti e dal conduttore che lo hanno incalzato sui temi di attualità. Alla fine 4,39% di share per il talk di La7 contro il 3,48% del competitor Virus di Raidue.

DI MAIO AFFONDA – «L’attacco del Pd alla Rai e ai talk è un grande segno di debolezza di Renzi – affonda Luigi Di Maio, leader del M5S e vicepresidente della Camera – ha paura che oggi la tv possa fargli perdere consenso. Vorrebbe una tv a sua immagine e somiglianza perché evidentemente si sente debole. Perciò attacca».

IL SEGRETO DI FRECCERO – «Quello che dovrebbe preoccupare Renzi, più di Rambo, è che in televisione vincano le telenovelas come Il Segreto perché è il segno di un Paese che si sta addormentando. L’informazione ha perso il pubblico più interessante: quello giovane». Così Carlo Freccero, consigliere di amministrazione Rai, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, è tornato sulla polemica sui talk show. «La Rai – ha sottolineato Freccero – secondo me è vincente sull’informazione e per questo dobbiamo difenderla. E la difesa passa per la libertà di espressione». Sempre secondo Freccero: «Il pd Anzaldi è un democristiano che vorrebbe riportare la Rai agli anni ‘50. Renzi voleva la rottamazione, invece fa antiquariato. E così si è rotta l’empatia che aveva con la sua audience. Un errore clamoroso, controproducente, dannoso».