Legge elettorale, la destra tira dritto ma è in un vicolo cieco: muro delle opposizioni

La maggioranza tira dritto sulla legge elettorale, ma cerca una sponda per uscire dal vicolo cieco e si infrange sul muro delle opposizioni.

Legge elettorale, la destra tira dritto ma è in un vicolo cieco: muro delle opposizioni

La maggioranza tira dritto sulla legge elettorale, pur assicurando di voler dialogare con le opposizioni. Eppure il confronto non sembra esserci se, come afferma il Pd, siamo di fronte a una forzatura su un testo considerato irricevibile. “Procederemo dritti”, dice il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, sulla legge elettorale dopo il vertice di centrodestra (presenti anche Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Maurizio Lupi) di Palazzo Chigi.

Legge elettorale, la maggioranza cerca una sponda: muro delle opposizioni

La volontà è di andare avanti compatti, cercando però – almeno a parole – il dialogo con l’opposizione. La linea emersa dal vertice, però, secondo la capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè, è “grave e preoccupante”. L’annuncio di Salvini significa “ignorare deliberatamente quanto sta emergendo in modo chiaro dalle audizioni in corso”. Durante le audizioni di ieri sarebbe stato “messo in discussione” dagli esperti “il premio di maggioranza previsto dal testo, giudicato da più parti abnorme e sproporzionato”.

“Pensavamo – prosegue Bonafè – che la lezione del referendum fosse stata chiara, ma evidentemente non è così. Si insiste invece su una forzatura, accelerando su un impianto che solleva critiche diffuse e motivate”. Il testo viene quindi etichettato come “irricevibile”, di fronte al rischio di regole scritte “a colpi di maggioranza, senza ascolto e senza confronto”. Per Riccardo Magi, segretario di +Europa, “la maggioranza si è infilata in un vicolo cieco e ora sta cercando il sostegno delle opposizioni, raccontandola come un’apertura al dialogo perché non sa come uscirne”. La soluzione, per Magi, è cestinare la proposta e ripartire da capo.