L’Espresso ora diventa ristretto. Il settimanale di casa De Benedetti taglia tutto: pagine, sezioni e collaboratori Vip. Ecco il piano

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di Stefano Sansonetti

Il contesto è sempre quello. La crisi che continua a mordere e il settore dell’editoria tra quelli più esposti alle ripercussioni. Certo è che all’Espresso, già investito in passato da tagli e misure varie di contenimento dei costi, quello in preparazione è un piano destinato a produrre effetti di non poco conto, visibili e meno visibili. Nei giorni scorsi, secondo quanto risulta a La Notizia, il settimanale diretto da Luigi Vicinanza ha presentato un progetto di restyling che certo non ha fatto fare i salti di gioia alla redazione. Sono almeno quattro i punti di maggior impatto del piano. Innanzitutto si prevede una riduzione della foliazione dalle attuali 150-160 pagine a non più di 100, di cui 20 di pubblicità. E questi numeri già fanno capire che la cura dimagrante comporterà una rivisitazione della struttura su cui finora ha poggiato il settimanale dell’omonimo gruppo presieduto da Carlo De Benedetti e guidato dall’Ad Monica Mondardini.

GLI INTERVENTI
E’ stato lo stesso Vicinanza, pochi giorni fa, a illustrare qualche dettaglio. Ma il quadro è anche più ampio. Innanzitutto è destinata a saltare tutta la parte iniziale dedicata oggi al “Riservato”. A quanto pare l’intenzione è quella di sostituire le corrispondenti pagine con notizie provenienti dal network Finegil, la galassia dei quotidiani locali del gruppo di cui lo stesso Vicinanza fino a non molto tempo fa è stato direttore editoriale. Rivoluzionata anche l’attuale scansione delle sezioni del settimanale. Non ci sarà più la classica successione “attualità”, “mondo”, “reportage”, “cultura”, “scienza”, “tecnologia”, “economia” e via dicendo, ma si provvederà a una sorta di scansione ad hoc destinata a cambiare settimana dopo settimana. In pratica le sezioni verranno mescolate valutando di volta in volta la priorità dei temi da affrontare. Ancora, è in procinto di saltare tutta la parte finale dell’Espresso, quella oggi dedicata a sezioni come “auto”, “la tavola” e “passioni”. Il piano, ad ogni modo, dovrebbe debuttare il prossimo 6 marzo. Senza dimenticare il capitolo dei collaboratori, con il faro acceso soprattutto sui “vip”.

I NOMI
Su questo punto Vicinanza avrebbe fatto presagire un autentico colpo d’ascia. I confermati, presentati in pratica alla stregua di insostituibili, sarebbero Umberto Eco, Roberto Saviano e Michele Serra. Questi, in sostanza, i nomi citati dal direttore. E tutti gli altri? A quanto filtra sono destinati a un utilizzo sempre più scarso, fino al possibile esaurimento. Inutile far notare che tra le firme non citate da Vicinanza come inamovibili ci sono quelle di Marco Travaglio, peraltro destinato ad assumere la direzione del Fatto Quotidiano, Massimo Cacciari, Piero Ignazi, Alessandro De Nicola, Bruno Manfellotto, Luigi Zingales e altri. Per tutti loro potrebbe quindi aprirsi una fase di utilizzo calante. A chi gli chiedeva se la redazione sarà costretta a subire altri tagli, Vicinanza avrebbe risposto che l’intenzione è di non far piangere nessuno. Ieri La Notizia ha più volte cercato di contattare lo stesso Vicinanza, senza avere risposta.

Twitter: @SSansonetti