Letterine su Usa e Cina. Il presidente del Consiglio europeo accusa anche la Russia. Ma è l’ennesima ammissione d’impotenza del Vecchio Continente

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Mentre il mondo si scaglia contro Donald Trump, sfruttando in ogni modo possibile il decreto anti-immigrazione voluto dal presidente Usa, l’Europa si scopre sempre più fragile. E dà segni di reazione solo a parole, prendendosela non solo con il nuovo corso Usa, ma anche contro Cina e Russia. L’allarme, in particolare, è arrivato ieri dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che si è riferito alle sfide (“le più pericolose di sempre”) che l’Unione europea si troverà ad affrontare nel prossimo futuro. Con una convinzione, che però sa un po’ della solita retorica: “Solo uniti eviteremo la disintegrazione”. Si tratta dei concetti che Tusk ha utilizzato nella lettera di convocazione del vertice che riunirà venerdì prossimo i 28 membri dell’Ue alla Valletta, sull’isola di Malta. Il presidente del Consiglio Ue ha evocato un futuro “altamente imprevedibile” a causa di “una Cina prepotente” sul mare, della Russia “aggressiva verso l’Ucraina e i suoi vicini”, e poi di guerre, terrore e anarchia in Medio Oriente e Africa.

Il contesto – Tusk ha citato anche le “preoccupanti dichiarazioni” di Trump, pure rispetto alla Brexit. Dichiarazioni che mettono l’Unione europea “in una difficile situazione, con la nuova amministrazione che sembra rimettere in questione gli ultimi 70 anni di politica estera americana”. Quanto alle prospettive del Vecchio Continente, “la disintegrazione dell’Ue non porterà al ripristino di una mitica, piena sovranità dei suoi Stati membri, ma alla loro dipendenza reale e fattuale dalle maggiori superpotenze: Usa, Russia e Cina”, ha scritto Tusk ai leader comunitari. “Solo assieme possiamo essere davvero indipendenti”, ha aggiunto. “Dobbiamo fare passi assertivi e spettacolari che cambino le emozioni collettive e facciano rivivere l’aspirazione a portare l’integrazione europea al prossimo livello”. Anche qui, retorica da vendere.

Solite parole – Nella lettera Tusk lancia anche uno sguardo verso i confini del Mediterraneo e la polveriera libica. “La situazione sul terreno richiede un’azione urgente e immediata, con e attorno alla Libia, da cui parte la maggior parte dei migranti” nella regione centro-mediterranea e i cui “flussi sono a un livello record”, ha scritto il leader Ue. E ancora: “Gli sforzi per stabilizzare la Libia sono ora più importanti che mai”, e occorre “aiutare le autorità libiche a fornire strutture di ricezione adeguate sul loro territorio”. L’inquietudine dei vertici Ue, ha riferito ieri l’Ansa, è confermata da fonti diplomatiche a Bruxelles secondo cui l’ordine presidenziale di Donald Trump contro i rifugiati e i cittadini di 7 paesi a maggioranza islamica “sarà la bomba sul tavolo” del vertice informale alla Valletta, centrato sul tema dell’immigrazione e sulle misure per sostenere la Libia e frenare il flusso sulla rotta del Mediterraneo Centrale. Sarebbe in corso un lavoro diplomatico per valutare l’opportunità di una dichiarazione scritta o di una presa di posizione nella conferenza stampa finale del vertice.