L’incertezza sale in cattedra. Anno scolastico già nel caos. Dai trasferimenti impazziti agli edifici insicuri

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Suona la campanella delle incertezze. Perché il nuovo anno scolastico comincia con mille problemi. Tanto da parte dei docenti quanto da quella degli alunni. Insegnanti ancora con la valigia in mano in attesa di assegnazioni definitive. E studenti mandati allo sbaraglio in classi spesso non coperte per tutti gli insegnamenti previsti. Basti pensare che mancherà all’appello almeno un prof su sei. Sono tanti gli insegnanti che, dopo essere stati assegnati in posti lontani da casa dall’algoritmo del Ministero dell’Istruzione, hanno presentato la domanda di assegnazione provvisoria. “Il 15 settembre andremo al Miur per acquisire l’algoritmo utilizzato nell’assegnazione delle sedi”, ha fatto sapere Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda Insegnanti. Quasi 100mila gli insegnanti coinvolti nell’assegnazione dell’algoritmo, di cui circa la metà del sud e trasferiti al nord. Alla fine a colmare gli organici ci penseranno ancora una volta i supplenti. A loro un terzo delle cattedre. Alla faccia delle promesse e delle rassicurazioni che erano arrivate a più riprese dal Governo con lo slogan “cancelleremo la supplentite”. Almeno non per un altro anno. “La verità è che a 14 mesi dall’approvazione della Legge 107/2015 (Buona Scuola, ndr) – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal – non abbiamo visto approvata nemmeno una delle undici leggi delega. Dai vertici del Governo e del Miur ci continuano a dire che i testi sono pronti, che le coperture finanziarie ci sono e che tutto è sul punto di essereapprovato. Il tempo però passa e la supplentite non arretra, così come le classi pollaio.

TUTTO UN TAGLIO – Carenze negli organici ci saranno anche per quanto riguarda il personale Ata. Ma anche per gli insegnanti di sostegno che, denuncia l’Anief, “si continuano a tenere 30-40 mila posti in deroga anziché in organico di diritto”. Senza dimenticare la carenza di presidi visto che una scuola su tre si dovrà accontentare di un capo d’istituto condiviso con un’altra scuola. Questo perché le 200 assunzioni programmate dal Miur non riescono a coprire il turn over.

CONCORSONE FLOP – Non ci sono i posti. Così migliaia di vincitori di concorso sono rimasti senza una cattedra. L’Anief farà ricorso al Tar contro il Miur che ha certificato la mancanza di disponibilità per tanti insegnamenti della scuola secondaria, di primo e secondo grado, per i vincitori del concorso 2016. “Il rischio”, ha spiegato l’Anief, “è quello di decadere insieme alle graduatorie di merito, se la situazione dovesse rimanere bloccata anche nei prossimi due anni”.

EDIFICI INAGIBILI  Dopo il sisma oggi si torna in Aula anche ad Amatrice. In altri posti d’Italia saranno fatti doppi turni per garantire lezioni in edifici sicuri. Ma la situazione non è delle migliori. Come riporta Linkiesta solo il 39% delle scuole ha il certificato di agibilità e il 49% ha un certificato di collaudo statico.

Non è una Buona Scuola ma il ministro tira dritto

Schiva le critiche e tira dritto il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che ieri nel videoforum di Repubblica Tv ha espresso fiducia per l’anno scolastico appena cominciato. Poco da dire sul Concorsone: “Chi non è passato, non doveva passare. Le polemiche sul merito non ci sono”. Sui trasferimenti il ministro ha messo al bando il termine “deportazione” sottolineando che “Se il 65% dei posti disponibili è al Nord e l’80% degli insegnanti viene dal Sud è evidente che c’è un problema che affrontiamo nei modi possibili”. Sull’algoritmo definito “impazzito” che ha gestito i trasferimenti la Giannini ha minimizzato dicendo che soltanto l’1% degli insegnanti ha registrato problemi in questo senso. “Sarà un anno di sfide importanti e grandi responsabilità”, ha affermato la Giannini, “Le affronteremo con molti strumenti in più rispetto al passato, per fare della scuola il vero motore del cambiamento”.

 

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di Gaetano Pedullà

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