La propaganda prevale ancora, persino sulle relazioni diplomatiche. L’Italia ha deciso di prorogare la sospensione di Schengen con la Spagna, con i controlli alla frontiere che saranno in vigore per altri 15 giorni. Una scelta, quella presa dal governo Meloni dopo la crisi di Ceuta, che ha già fatto infuriare Madrid, principale alleata – almeno finora – dell’Italia sul fronte migratorio in Ue.
Lo scontro diplomatico tra Italia e Spagna potrebbe quindi riaprirsi, dopo le rimostranze di Madrid in seguito alla decisione italiana, con le contromosse del governo guidato da Pedro Sanchez. Oggi il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha deciso di prorogare per altri 15 giorni le verifiche alle frontiere aeree e marittime, dopo aver sentito il Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere, riunitosi questa mattina.
L’Italia rinnova la sospensione di Schengen con la Spagna, ma la crisi di Ceuta è finita da due mesi
Il Viminale comunica in una nota che “alla base della decisione vi sono l’attuale situazione nell’exclave spagnola di Ceuta e, in particolare, il permanere delle criticità già riscontrate”. Crisi di Ceuta che, ricordiamo, è stata risolte in poche ore già tra fine luglio e inizio agosto, anche se Roma continua a utilizzarla come pretesto per fare propaganda sul fronte migratorio.
“L’obiettivo è rafforzare la tutela dei confini europei, anche a garanzia della sicurezza nazionale, nonché prevenire e contrastare possibili minacce terroristiche”, scrive ancora il Viminale. La decisione è stata comunicata alla Commissione europea e ai ministri dell’Interno degli altri Stati membri dell’Unione.
Nel pomeriggio l’Italia aveva incassato, proprio per la decisione su Schengen, anche la frecciatina del presidente francese, Emmanuel Macron: “Sono sorpreso che altri europei non abbiano mostrato maggiore solidarietà con la Spagna su Ceuta”, ha dichiarato in conferenza stampa con Sanchez. “La Spagna – ha continuato Macron – è stata vittima di un attacco e questo riguarda tutti i Paesi europei che subiscono questi movimenti migratori organizzati. Solidarietà è la parola chiave”. Quella che l’Italia, sembra dire Macron, non ha mostrato pur essendo il Paese più esposto ai flussi migratori in Ue.