La maggioranza tira dritto sulla riforma della Rai, ignorando le raccomandazioni del Media Freedom Act e puntando solo ad avere un maggior controllo della tv pubblica, oltre che a usarla come strumento di propaganda rivendicando la possibilità di ridurre il canone. La commissione Ambiente del Senato ha concluso le votazioni sulla riforma, che dovrebbe recepire le normative europee. Di fatto, però, il Media Freedom Act viene ignorato.
Martedì la commissione voterà per conferire il mandato al relatore e oggi pomeriggio la conferenza dei capogruppo dovrebbe indicare la data per l’approdo in Aula. Intanto, però, restano le proteste delle opposizioni, pronte a dare battaglia.
Riforma della Rai, le opposizioni promettono battaglia
Le opposizioni alzano le barricate contro la riforma della Rai: “Ci opporremo fino all’ultimo minuto in commissione”, promette il capogruppo del Pd, Francesco Boccia. Inoltre il presidente dei senatori dem assicura che le opposizioni non rientreranno in commissione di Vigilanza. Per il Pd protesta anche Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo in Senato: “Dopo mesi di ostaggio la maggioranza approva una riforma che accresce i poteri di TeleMeloni, indebolisce la Rai, non recepisce nessuna delle novità dell’European Media Freedom Act che è un Regolamento verso il quale si pone in contrasto quanto ad autonomia e indipendenza”.
Uno dei punti più controversi è quello della nomina del cda per altri quattro anni, che spiegherebbe secondo Nicita la volontà della maggioranza di accelerare. Critico anche il capogruppo M5s al Senato, Luca Pirondini: “La maggioranza va avanti come uno schiacciasassi e si cuce addosso la riforma della Rai, ignorando il Media Freedom Act e le nostre proposte. Il loro progetto è chiaro: vogliono TeleMeloni per sempre. Una Rai legata mani e piedi al governo, con la volontà di approvare la legge prima possibile per nominare il nuovo CdA già in questa legislatura. Un governo agli sgoccioli vuole così blindare il controllo sulla Rai per altri quattro anni”.
Intanto la maggioranza rivendica la possibile riduzione del canone
Per la maggioranza l’accelerazione sulla riforma della Rai ha due motivi: da una parte provare a nominare il nuovo cda, ma dall’altra anche fare propaganda in vista dell’anno elettorale. Non è un caso che la Lega, con una nota dei suoi parlamentari in Vigilanza, rivendichi la possibilità di ridurre il canone prevista da un emendamento al testo. Il Carroccio parla di “importante vittoria” sua e del centrodestra, sostenendo inoltre che “la possibilità di ridurre il canone è un risultato che rivendichiamo con orgoglio, coerente con una storica battaglia della Lega. Il testo apre a questa prospettiva garantendo, attraverso corrispondenti forme compensative di finanziamento pubblico, le risorse necessarie allo svolgimento del servizio”.