L’Ue aumenta la spesa per la difesa e il Movimento 5 Stelle attacca: “Sbagliato puntare sul riarmo, così avremo più tasse e tagli a welfare, sanità e scuola”

L'Ue aumenta la spesa per la difesa e il Movimento 5 Stelle attacca: "Sbagliato puntare sul riarmo, così avremo più tasse e tagli a welfare, sanità e scuola"

L’Ue aumenta la spesa per la difesa e il Movimento 5 Stelle attacca: “Sbagliato puntare sul riarmo, così avremo più tasse e tagli a welfare, sanità e scuola”

Davanti alle tensioni sociali che richiedono sforzi economici significativi e alla corsa dei prezzi alimentata dalle guerre che insanguinano il mondo, l’Unione europea continua a puntare sul riarmo. A denunciarlo sono gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle, che mettono in risalto quelle che considerano le contraddizioni delle scelte operate a Bruxelles.

“Con il riarmo ci saranno più tagli al welfare e più tasse per tutti. Quanto da sempre sostiene il Movimento 5 Stelle viene oggi confermato da un autorevole studio commissionato a un gruppo di economisti del Vienna Institute for International Economic Studies dalla Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo”, spiega in una nota Pasquale Tridico, capodelegazione M5S al Parlamento europeo.

“Non è semplicemente una questione di moltiplicatore debole delle spese in difesa, stimato tra gli altri dall’Ufficio parlamentare di bilancio e persino da Goldman Sachs in un misero 0,5 per ogni euro speso. Qui si tratta di uno scenario ancora più grave per i Paesi ad alto debito, che saranno inevitabilmente destinati a sostenere negli anni l’incremento permanente delle spese in difesa, facendo tagli e aumentando le tasse. Questo studio sostiene che, una volta scaduta la clausola di salvaguardia nazionale, per chi la può attivare, la maggiore spesa per la difesa diventerà un impegno di bilancio duraturo, da finanziare su base permanente”, prosegue Tridico.

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L’Ue aumenta la spesa per la difesa e il Movimento 5 Stelle non ci sta

“Ciò accrescerà, spiega lo studio, le pressioni per il consolidamento dei conti pubblici previsto dalle regole fiscali dell’Ue dopo il 2028, soprattutto per gli Stati membri con un elevato debito. Emergerà la necessità di coprire le maggiori spese per la difesa con aumenti delle imposte o tagli alla spesa, affossando la crescita. Ue e Italia stanno andando nella direzione sbagliata, quando invece oggi c’è bisogno di investimenti nei settori davvero nevralgici dell’economia, nel sostegno al welfare, nell’innovazione, nelle politiche industriali, nell’intelligenza artificiale“.

“E per farlo vanno totalmente rivisti il Patto di stabilità europeo e gli impegni Nato relativi alle spese in difesa. L’Italia deve liberarsi dalle camicie di forza che il Governo Meloni le lascia in dote dopo i suoi atteggiamenti subalterni e fallimentari sia a Bruxelles sia a Roma”, conclude la nota del capodelegazione del Movimento 5 Stelle all’Europarlamento.

M5S: “Sbagliato puntare sul riarmo, così avremo più tasse e tagli a welfare, sanità e scuola”

Sulla stessa lunghezza d’onda l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Gaetano Pedullà, che fa notare come “il boom delle spese per il riarmo, così come confermato oggi dal primo rapporto annuale dell’Eda, l’Agenzia europea per la difesa, indica chiaramente la direzione intrapresa dai governi nazionali sotto la regia europea: per le lobby delle armi tanti assegni in bianco, per i cittadini solo le briciole”.

Lo stesso, in conclusione, precisa che “a fronte di una spesa che potrebbe arrivare fino a 547 miliardi di euro entro il 2029, i tagli al sociale, agli investimenti pubblici, alla sanità e all’istruzione aumenteranno. A questo stanziamento record ricavato dai bilanci nazionali dei 27 Stati membri vanno inoltre aggiunti i fondi prettamente europei, dal Safe all’European Peace Facility, fino al nuovo fondo per la difesa che dovrebbe prendere il via con il nuovo bilancio pluriennale. Siamo alla follia più totale: i cittadini non vogliono il riarmo, ma una politica che li ascolti e che si metta al loro servizio. I vari von der Leyen, Meloni, Merz e Kallas prima vanno a casa, meglio è”.

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