L’Italia torna nel mirino della Commissione Ue

L'Italia è tra i 17 Paesi che tornano sotto monitoraggio della Commissione Ue per eccessivi squilibri macroeconomici.

L’Italia è tra i 17 Paesi che tornano sotto monitoraggio della Commissione Ue per eccessivi squilibri macroeconomici. Nella Relazione sul meccanismo di allerta (Alert mechanism report) il nostro Paese rientra tra quelli che dovranno essere oggetto di una revisione approfondita (in-depth reviews) per valutare l’evoluzione della situazione.

L’Italia è tra i 17 Paesi che tornano sotto monitoraggio della Commissione Ue per eccessivi squilibri macroeconomici

Oltre all’Italia, tra i Paesi già esaminati dalla Commissione Ue figurano anche Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna. Si aggiungono ora Cechia, i tre Paesi baltici, Ungheria, Lussemburgo e Slovacchia.

La Commissione Ue invita alla prudenza: “In base alle raccomandazioni di bilancio per il 2023, gli Stati membri a basso e medio debito dovrebbero garantire che la crescita della spesa corrente primaria finanziata a livello nazionale sia in linea con una politica generale neutrale”, si legge nel pacchetto d’autunno del Semestre europeo 2023 pubblicato oggi in cui vengono analizzati i documenti programmatici di bilancio per il 2023 che tengono conto del fatto che la clausola generale di salvaguardia del Patto di stabilità e di crescita resterà in vigore anche l’anno prossimo.

Bruxelles raccomanda agli Stati ad alto debito di adottare una politica di bilancio prudente

“Agli Stati membri ad alto debito è stato raccomandato di garantire una politica di bilancio prudente, in particolare limitando la crescita della spesa corrente primaria finanziata a livello nazionale al di sotto della crescita del prodotto potenziale a medio termine”, ha ribadito la Commissione Ue.

“In Italia rimangono invariati i timori legati all’elevato rapporto debito pubblico/Pil”

“In Italia rimangono invariati i timori legati all’elevato rapporto debito pubblico/Pil”, segnala ancora la Commissione Ue. L’indebitamento “rimane elevato” e sebbene sceso al 150,3% del pil nel 2021 “dovrebbe rimanere ben al di sopra del livello del 2019”. Il deficit, ridotto al 7,2% nel 2012, “si prevede che continuerà a ridursi. Ma i differenziali dei rendimenti si sono discostati “notevolmente” dalla media dell’eurozona aumentando i costi di finanziamento: “I rischi per la sostenibilità fiscale sono elevati nel medio termine”, segnala la Commissione.

“Non abbiamo adottato un’opinione sul documento programmatico di bilancio dell’Italia perché presentato dal governo uscente a politiche invariate. Ci aspettiamo di ricevere il piano completo dal nuovo governo a breve e forniremo la nostra opinione nelle prossime settimane” ha detto il vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis parlando della Manovra approvata la scorsa notte dal governo italiano.

 

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