Lo Stato non riesce a vendere il palazzo romano di Cosimo de’ Medici. Ci hanno provato Fintecna, Invitalia e ora Cassa Depositi. Ma in 7 anni solo soldi buttati in consulenze

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di Stefano Sansonetti

Sulla carta non dovrebbe avere problemi nel trovare compratori. Costruito nel 1500 da Antonio da Sangallo il Giovane, infatti, palazzo Medici Clarelli è un gioiellino in pieno centro a Roma. Tra l’altro sede romana, sempre in epoca rinascimentale, nientemeno che di Cosimo de’ Medici. Eppure negli ultimi sette anni, pieni zeppi di tentativi, nessun compratore privato si è fatto avanti. Una storia a dir poco tortuosa. L’immobile, che si sviluppa su 5 piani per una superficie complessiva di 3.500 metri quadrati, viene dal patrimonio di Fintecna, la ex finanziaria del Tesoro. Nel 2008 la società pubblica prova a venderlo dando un mandato ad hoc a Mediobanca. Si pensa di poter andare a colpo sicuro, visto che l’immobile è considerato un “trophy asset”, una sorta di rarità per la quale già si sognava una trasformazione in hotel a 5 stelle. Ma il tentativo si rivela un flop. Successivamente Fintecna fa confluire palazzo Medici Clarelli in Italia Turismo Spa, una sorta di joint venture che la finanziaria del Tesoro fonda con Invitalia, allora come ora guidata da Domenico Arcuri. Anche Italia Turismo, siamo nel 2012, conferisce un mandato per la vendita a un consulente, stavolta il gruppo americano Jones Lang LaSalle. Il valore viene stimato in 40 milioni, ma nel pacchetto della società ci sono anche altri immobili in Liguria. Niente da fare. Nel frattempo Fintecna viene assorbita dalla Cassa Depositi e Prestiti, oggi guidata da Claudio Costamagna e Fabio Gallia. E il palazzo finisce nel portafoglio della controllata Cdp Immobiliare. Proprio quest’ultima società, pochi giorni fa, ha pubblicato un nuovo invito a presentare offerte d’acquisto. E ha conferito l’ennesimo mandato a un altro consulente americano, il gruppo Cbre. Sarà la volta buona?

Twitter: @SSansonetti

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