Duemilaseicentosessantotto bambini palestinesi uccisi a Gaza dalle forze israeliane nel 2025, altri 4.588 ancora in fase di accertamento. Sono cifre che le Nazioni Unite dichiarano verificate.
Il rapporto annuale dell’Onu sui bambini e i conflitti armati, firmato dal segretario generale Antรณnio Guterres e diffuso questa settimana, conta 38.558 violazioni gravi nel mondo su 24.174 minori: il totale piรน alto da quando il monitoraggio esiste, dal 1996. Per la prima volta in trent’anni a guidare l’elenco dei responsabili sono le forze di uno Stato e non i gruppi armati. In testa c’รจ l’esercito israeliano con le sue forze di sicurezza, 12.445 violazioni, davanti a Congo, Myanmar e Somalia.
L’ambasciatore israeliano all’Onu Danny Danon ha risposto il 18 giugno definendo il documento ยซuno dei piรน grandi fallimenti morali nella storia delle Nazioni Uniteยป e accusando Guterres di confondere ยซuno Stato democratico che lotta per la sopravvivenzaยป con le organizzazioni terroristiche. Settimane prima lo stesso Guterres aveva inserito Israele in un’altra lista, quella sulla violenza sessuale nei conflitti, e il governo aveva minacciato di rompere ogni rapporto con lui.
Il rapporto attribuisce ai coloni 326 violazioni gravi e avverte che nel 2026 potrebbero entrare anch’essi nell’elenco. Il 19 giugno il Consiglio europeo ha condannato “la continua e crescente violenza dei coloni contro i civili palestinesi” e chiesto misure contro i ministri estremisti. Per ora restano parole senza decisioni vincolanti.
A Bengasi, dal 24 maggio, restano detenuti Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due italiani del convoglio di terra della Global Sumud Flotilla: il procuratore libico ha prolungato le indagini di altri trenta giorni, senza fissare un’udienza.
L’elenco delle Nazioni Unite esiste dal 1996. Per la prima volta il primo nome รจ quello di un esercito di Stato.